mercoledì 23 ago 2017

PDVSA vende in Argentina e offre bond ai creditori americani

Sommersa dai debiti coi fornitori, offre pacchetti di bond come parte del pagamento. Intanto, vende la filiale argentina Sol e firma un accordo di sfruttamento a Trinidad e Tobago

Futuro incerto: le manovre finanziarie di PDVSA non fanno ben sperare sullo stato dei suoi conti (foto: la rete)

Futuro incerto: le manovre finanziarie di PDVSA non fanno ben sperare sullo stato dei suoi conti (foto: la rete)

2 miliardi e mezzo di dollari. È questo l’ammontare del debito che la società petrolifera venezuelana PDVSA sta negoziando di emettere negli Stati Uniti, per ricompensare i grandi fornitori con cui è in debito.

Secondo quanto segnala l’agenzia Reuters, i bond che si sta studiando di creare, verrebbero classificati come privati, ovvero non offerti pubblicamente, ma consegnati in mano a società che mantengono forti crediti nei confronti della statale degli idrocarburi bolivariana, come per esempio General Electrics.

Il metodo sarebbe quello già usato l’anno scorso, sempre nei confronti dei principali fornitori, arrivati alla cifra di 310 milioni di dollari. Negli estratti di una circolare interna a PDVSA trapelata alla stampa, si legge: «Si tratta di un’operazione di scambio del debito commerciale attivo nei confronti dei fornitori strategici, con debito finanziario».

Nelle stesse ore in cui si diffondeva questa notizia, il quotidiano argentino La Nacion informava dell’offerta d’acquisto che un anonimo gruppo locale avrebbe presentato a Sol, la filiale di PDVSA attiva nel paese. Di dimensioni relativamente ridotte (95 stazioni di servizio e una serie di cisterne al porto di Buenos Aires), l’anno scorso l’azienda è arrivata a perdere 880 mila dollari al mese, mentre nel 2016 il bilancio sarebbe di poco migliore.

Nella stessa giornata di ieri, il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, pressato da una grave crisi inflazionaria in patria a dal tentativo di destituirlo da parte dell’opposizione, ha firmato con Trinidad e Tobago un accordo per lo sfruttamento del gas presente nel territorio della nazione caraibica.

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