Panama, scade ultimatum: per ora Impregilo va avanti anche senza i soldi

Da oggi le imprese costruttrici si arrogano il diritto di fermare i lavori, se il governo non pagherà il sovrapprezzo che hanno posto dopo l’appalto. Interviene l’UE come mediatore. Tajani: Panama non ha tutti i torti

Incontro a Panama: da oggi scade l'ultimatum e inizia il negoziato (foto: la rete)

Incontro a Panama: da oggi scade l’ultimatum e inizia il negoziato (foto: la rete)

La minaccia resta in piedi, ma per ora resterà semplicemente tale. Il Gruppo Uniti per il Canale (Gupc), sigla che rappresenta l’unione transitoria di imprese (ute) che ha vinto il mega-appalto per ampliare il Canale di Panama, ha infatti comunicato che a partire da ora, potrebbero sospendere i lavori in ogni momento, ma questo non significa che lo faranno.

A condizionare la decisione, ci sarà l’esito di un negoziato che ora passa nelle mani della Commissione Europea, dopo che il gruppo economico, di cui fanno parte l’italiana Impregilo, la spagnola Sacyr e la belga Jan de Nul, non è arrivato a un accordo con il governo di Martinelli, in merito al costo dei lavori.

Gupc è stato infatti il vincitore della licitazione per una delle maggiori opere degli ultimi anni. Come spesso accade in questi casi, i concorrenti sconfitti hanno protestato, sostenendo che il preventivo presentato da Gupc fosse anti-competitivo. Di fatti, come succede altrettanto spesso, la ute ha poi ritoccato per eccesso il numero finale, raggiungendo una cifra che il governo di Panama, però, non è disposto a pagare.

«Conosco molto bene il problema dei sovrapprezzi nelle grandi opere – ha detto all’agenzia spagnola Efe il vicepresidente della commissione UE, Antonio Tajani, ora incaricato di fare il mediatore – e disgraziatamente è un fenomeno che si manifesta anche all’interno dell’UE. Comprendo la posizione delle imprese, ma capisco anche bene la posizione del governo panamense».

Secondo il funzionario, a questo punto la priorità è «prendere tempo», perché con l’ultimatum scaduto, il gruppo di tre imprese potrebbe decidere di sospendere i lavori in qualsiasi momento. Anche se per ora hanno scongiurato un gesto eclatante (che per Tajani «non gioverebbe proprio a nessuno»), il loro preventivo totale da 1 miliardo 600 milioni di dollari non convince per nulla Panama.

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