Onu: cresce l’occupazione in America Latina ma la diseguaglianza resta alta

Mentre migliorano e si crede miglioreranno i tassi d’impiego, si conferma il triste titolo di terra più disuguale del mondo. Cepal ed Iwo ammoniscono: «Africa ed Asia hanno fatto meglio».

Lavoro in crescita, ma ancora grandi differenze per l'America Latina (foto: Alexandr Rodchnenko)

Lavoro in crescita, ma ancora grandi differenze per l'America Latina (foto: Alexandr Rodchnenko)

Cerchi lavoro? Prova al sud. Davanti ai dati appena diffusi dall’Organizzazione Mondiale del Lavoro (Iwo) e dalla Commissione Economica per l’America Latina (Cepal), sembra proprio che questa sia tornata ad essere la terra promessa che fu alla fine dell’Ottocento e nel Secondo Dopoguerra: la disoccupazione è infatti passata da un tasso del 7,3% nel 2010 a un 6,7% l’anno successivo, su tutto il sub-continente, mentre si prevede un ulteriore calo dello 0,2% entro fine anno.
Le percentuali segnano un record più che ventennale, infatti, si prevede che per il prossimo mese di dicembre ci sarano 16 milioni di persone senza lavoro nei grandi centri urbani dell’America Latina, un dato che non era così basso dall’inizio degli anni Novanta. Di pari passo, poi, c’è il miglioramento nelle condizioni sindacali, che ha visto aumentare il numero di lavoratori formali e i diritti che vengono loro riconosciuti.
Di fatto, comunque, l’America Latina continua ad essere la terra della diseguaglianza, infatti, se il Sudamerica ha visto decrescere la propria disoccupazione dello 0,6% nell’ultimo anno, il Messico (che si considera Nord America) si è fermato allo 0,4% e i Caraibi l’anno addirittura vista aumentare dello 0,2%. La Cepal e la Iwo hanno rilevato inoltre che i grandi tassi di crescita registrati tra il 2002 e il 2008 in America Latina non sono stati distribuiti in forma omogenea tra la popolazione professionalmente attiva. Di 21 paesi presi in esame, solo 8 hanno visto aumentare la partecipazione dei salari in relazione al Prodotto Interno Lordo (Pil), mentre per i restanti 13, questa è diminuita.
Proprio su questo aspetto hanno insistito la segretaria esecutiva della Cepal, Alicia Barcena, e la direttrice regionale dell’Iwo, Elizabeth Tinoco, sottolineando la necessità di intervenire per ridurre questo fattore di disuguaglianza. Con un aumento annuo della produttività lavorativa pari all’1,5%, L’America Latina resta infatti «al di sotto dei progressi rilevati in regioni come l’Africa Subsahariana, arrivata al +2,1%, e soprattutto dell’Estremo Oriente, che senza il Giappone e la Corea del Sud è arrivato fino al +8,3%»

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