Nuovo rosso di bilancio per la venezuelana Pdvsa, ma i bond reggono il colpo

È il terzo anno consecutivo che la petrolifera di bandiera perde in entrate e produzione. Il prezzo del greggio venezuelano continua a calare. I titoli dell’azienda resistono in positivo, lo Stato ha pagato i propri bond in marzo, ma nella seconda metà del 2015 Pdvsa deve versare 3,5 miliardi di interessi e ci sono anche le elezioni

Tempus Fugit: il 2015 sarà l'ora della verità per Pdvsa. (foto: la rete)

Tempus Fugit: il 2015 sarà l’ora della verità per Pdvsa. (foto: la rete)

Il 2014 non è stato un buon anno per la statale dei petroli venezuelana Pdvsa, ma almeno, non è fallita, non ha venduto il gioello americano Citgo e nemmeno il Paese è precipitato nel caos, almeno per il momento. Un comunicato diffuso ieri dall’azienda sul proprio sito internet, ha informato infatti gli investitori di un calo nella produzione del 4%, che diventa 4,3% se ci si sposta alla voce “entrate” su base interannuale.

Questi dati sono stati misurati confrontando il 2014 con l’anno precedente, in cui le entrate erano state pari a 134 miliardi 326 milioni di dollari, contro i 128 miliardi 439 milioni del periodo appena concluso. La ragione principale della modesta prestazione registrata dalla compagnia è certamente da cercare nel calo del prezzo del petrolio, che nel caso del prodotto venezuelano è passato dai 98,08 dollari il barile, agli 88,42 di fine anno.

Il 2014 diventa il terzo anno consecutivo in cui i bilanci della petrolifera di bandiera chiudono in rosso. Per Caracas, la situazione è da considerarsi problematica. Pdvsa provvede infatti il 95% del flusso di dollari che riceve la Banca Centrale dalle esportazione di prodotti nazionali e nei primi quattro mesi del 2015, il petrolio venezuelano è stato quotato attorno i 45 dollari il barile.

Le azioni di Pdvsa stanno tuttavia mantenendo il loro valore, incorporando nell’interesse tutte le variabili di rischio. Ieri, in seguito alla diffusione dei bilanci, hanno retto i bond a medio termine, ma sono caduti quelli a lungo raggio, in cui l’ipotesi default diventa più concreta. Il Venezuela come Stato ha pagato la cedola di alcune delle proprie obbligazioni a marzo, scongiurando la temuta prospettiva bancarotta per tutto l’anno.

Pdvsa dovrà invece affrontare due pagamenti nella seconda metà del 2015: in ottobre c’è il miliardo di dollari e mezzo del bond 5% 2015 (XS0460546525), mentre l’amortizing 8,50% 2017 (USP7807HAK16) deve pagare a novembre circa 2 miliardi. Nel secondo semestre, è prevista anche la realizzazione delle elezioni parlamentari, che potrebbero portare il Paese verso una virata politica, almeno in materia economica. La maggior parte delle sondaggiste dà per favorita l’opposizione del centro-sinistra liberale, contro il Psuv del presidente Maduro, partito socialista fortemente contestato per la sua deriva autoritaria. Per questo motivo, non è affatto detto che la data delle legislative non venga stabilita in base alle scadenze del debito di Pdvsa.

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