Mercosur: fuori il Paraguay dentro il Venezuela

Il vertice di Mendoza decide di integrare Caracas a partire da agosto, nel frattempo, il Paraguay resterà fuori fino a che non andrà alle elezioni come punizione per il ribaltone a Lugo, ma non subirà sanzioni economiche

Internazionale: il Mercosur ammaina la bandiera paraguaiana e dispiega quella venezuelana (foto: la rete)

Internazionale: il Mercosur ammaina la bandiera paraguaiana e dispiega quella venezuelana (foto: la rete)

Sebbene tutti gli esperti del genere avessero previsto che il vertice del Mercosur di Mendoza (Argentina) avrebbe risolto la sospensione senza sanzioni economiche del Paraguay, nessuno ha saputo anticipare che si sarebbe finalmente sbloccata la situazione del Venezuela. Eppure, avrebbero dovuto farlo, perchè era proprio il Senato paraguaiano, in maggioranza di destra, a bloccare l’entrata della sinistra bolivariana e chavista nel blocco. Ora però, a partire dal vertice di Rio de Janeiro previsto per il prossimo 31 luglio, Caracas e il suo scomodo governo, entreranno a far parte a pieno titolo del patto d’integrazione economica che finora comprendeva solo l’Argentina, il Brasile, l’Uruguay ed il Paraguay.

Ad annunciarlo è stata la presidentessa argentina, Cristina Fernandez de Kirchner, che poco prima aveva spiegato come l’organismo avesse risolto di condannare la destituzione del presidente paraguiano Fernando Lugo , ma di non voler installare provvedimenti di sanzione economica, che sarebbero andati solo a scapito della popolazione e non tanto dei loro governanti.

La sospensione del Paraguay, resterà tale finchè nel paese non saranno indette nuove elezioni, il che avverrà, se il presidente ad interim Federico “Yoyo” Franco non cambierà idea, solo tra 8 mesi, nel febbraio del 2013. Nel frattempo, non essendo previste sanzioni, il Paraguay potrà continuare a godere delle misure protettive previste in ambito regionale, come per esempio il dazio unico per determinati settori commerciali, come quello delle auto, e la libera circolazione di determinate merci.

La domanda che resta ancora senza risposta è a che titolo entrerà il Venezuela a partire da fine luglio: il suo essere un membro pieno, prevederà un’integrazione istantanea a lo stesso livello dei membri storici o il suo adeguamento attraverso i trattati sarà graduale?? In ogni caso, l’ingresso di Caracas non è un segnale positivo per l’Europa che, fino a che non raggiungerà il trattato di libero scambio che cerca da più di 10 anni con il Mercosur, perderà fluidità commerciale con il paese socialista.

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