Macri: «Vogliamo risolvere il conflitto tra l’Argentina e i creditori»

Riprendono i negoziati con i Fondi Avvoltoio, dopo che il governo precedente aveva blocccato la trattativa. Il nuovo presidente vuole che «l’Argentina non abbia più alcun litigio con paesi esteri o organismi internazionale». Speranza tra i piccoli risparmiatori

Mano tesa agli hedgefund: Macri dà speranza ai proprietari di Tango Bond. (foto: Pangea News)

Mano tesa agli hedgefund: Macri dà speranza ai proprietari di Tango Bond. (foto: Pangea News)

Buenos Aires – È partito ieri nel pomeriggio Luis Caputo, inviato del governo argentino a New York, per riprendere mercoledì i negoziati sul debito coi grandi creditori americani. Come buon auspicio per la trattativa, apre la pista una serie di dichiarazioni recenti del nuovo presidente Mauricio Macri che, nel giorno in cui il suo governo ha compiuto un mese di mandato, promette: «Vogliamo risolvere il conflitto al più presto».

L’amministrazione del suo predecessore, la presidente Cristina Kirchner, non aveva ceduto terreno davanti alle richieste dei cosiddetti «fondi avvoltoio». Il litigio si è così sedimentato su posizioni irriducibili, l’Argentina è tornata al default tecnico e molti proprietari di nuovi tango bond, per lo più piccoli risparmiatori, sono stati travolti dalla controffensiva americana.

Precisamente, il giudice Thomas Griesa, distretto sud di New York, ha decretato un embargo tuttora vigente sul conto in cui Buenos Aires versava gli interessi delle proprie obbligazioni e i titolari delle stesse non percepiscono più il denaro.

Ora, l’atteggiamento del Paese sudamericano sembra essere cambiato. «Valuteremo quali sono le soluzioni possibili e trasmetteremo al rappresentante del giudice Griesa il messaggio che questo governo vuole risolvere la questione», ha detto il presidente Mauricio Macri in un’intervista concessa a un gruppo di quotidiani argentini. «Vogliamo un negoziato giusto, che ci aiuti a uscire da questa situazione il prima possibile».

In merito a quanto fatto dal governo peronista, il presidente ha espresso un giudizio categorico: «Hanno lavorato molto male. L’unica cosa che hanno ottenuto è stata fortificare le posizioni degli holdout». L’obiettivo di Macri è quello di «fare in modo che l’Argentina non abbia più alcun conflitto, con nessun paese e nessun organismo. Vogliamo che la nostra nazione si muova in modo armonioso».

9 Commenti

  1. Moetz scrive:

    Il presidente Macri non vuole risolvere niente ma guadagnare più denaro e al più presto. E poi, i negoziati con i holdouts si fanno dal primo giorno, anzi dal 10/12/2015.

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  2. Marco scrive:

    Il governo Kirchner, o per meglio dire il regime socialista di Kirchner ha riportato in default un paese che aveva tutte le risorse per chiudere la partita con gli holdouts con 7,000 USD nel 2011. Ora il nuovo governo si troverà a negoziare essendo in default e con il debito salito a più di 12,000 USD. Grazie a questo nuovo governo l’Argentina si è fermata a un solo passo dalla miseria più assoluta in cui versa oggi il Venezuela.

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    • Resistiendo con aguante Italia scrive:

      Gentile Marco,
      negli anni del regime socialista (!) è stato messo in atto un consistente piano di riduzione del debito pubblico dell’Argentina. Affermando il contrario, si dimostra di avere una conoscenza sommaria del contesto paese oppure si è in mala fede.

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  3. Resistiendo con aguante Italia scrive:

    La rinegoziazione del debito portata avanti da Nestor Kirchner, prima, e Cristina Fernandez, poi, ha raggiunto un livello altissimo di consenso tra i possessori del debito argentino. Ben il 92,4% del debito andato in default nel 2001 è stato rinegoziato. Le pretese dei Fondi avvoltoio sono assolutamente inaccettabili, così come è censurabile il comportamento del Giudice Griesa. Il Governo Macri vuole riprendere la strada dell’indebitamento: una strada che ha condotto l’Argentina sistematicamente al disastro, dal prestito di Baring Brothers del 1824 sino al default del 2001.

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    • Angela scrive:

      Di che consenso altissimo vai blaterando? Si è trattato solo di un’estorsione ignobile del pinguino guercio, che per fortuna adesso sta ad arrostire all’inferno per l’eternità e speriamo che la vecchia bipolare vada presto a tenergli compagnia. Curiosa poi l’affermazione che un giudice sia censurabile perchè applica la legge e condanna il debitore fraudolento e riottoso a pagare: questa è la filosofia argentina. Comunque per pagare gli Holdouts gli argentini devono solo recuperare la massa enorme di denaro che i kirchner hanno rubato in 12 anni di dittatura e che sta nascosta alle Seychelles, in Svizzera e in altri paradisi fiscali: si parla di oltre 10 miliardi di USD.

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    • Angela scrive:

      Dal 1824 al 2001: è vero, la storia argentina è una storia di insolvenza e fallimenti, l’argentina è un defaulter seriale. Ma la colpa del fallimento non è dei creditori, fondi buitres inclusi, la colpa è degli argentini che avendo una terra ricchissima potrebbero essere come gli USA e invece sono come lo Zimbabwe. L’argentino medio è un lestofante che non ha voglia di lavorare, che si crede furbo e frega solo se stesso, un perdente, un fallito. I debiti si fanno per lavorare e produrre ricchezza, non per scialacquare e poi fare bancarotta: alla fine nessuno ti fa più credito e tutto il mondo ti disprezza!

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      • Restiendo con aguante Italia scrive:

        Gentile Angela,

        complimenti per le sue parole misurate. “Guercio”, “biopolare”, argomentazioni davvero alte, non c’è che dire, la sua è una raffinata analisi politica. Un’estorsione con il 92% di consenso mi pare un po’ strana.
        Nel 2001 l’Argentina era un paese senza speranza e futuro, 12 anni dopo possiede il più alto salario medio dell’America Latina. Milioni di persone sono state incluse nel sistema previdenziale. Esistono misure di welfare moderne come la AUH. Migliaia di giovani accedono all’educazione universitaria. Non nego siano stati fatti degli errori, ma non si può nascondere l’evidenza. Le consiglierei di smettere di leggere la Nacion ed il Clarin per avere una visione più ampia della realtà.
        Saluti

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  4. Restiendo con aguante Italia scrive:

    Sulle ragioni delle difficoltà strutturali dell’Argentina vi sono radici profonde. Nella divisione internazionale della produzione, l’Impero britannico decise che l’Argentina doveva dedicarsi alla produzione di carne e grano. Le infrastrutture vennero disegnare per favorire il modello “agroesportatore”, con Buenos Aires città porto. Tutti i progetti politici (dal radicalismo dei primi anni del 900′ al FPV di oggi) che hanno cercato di rafforzare il sistema industriale nazionale per superare il modello della fattoria pampeana, sono stati fortemente avversati dalle potenze straniere e dai gruppi di potere locale. Nulla a che vedere con la storia degli Stati Uniti dunque.

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  5. Luigi scrive:

    Angela (Merkel?) non fare la corifea deigli usurai internazionali.

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