Litio: l’imperdibile business del Sudamerica

Bolivia, Cile ed Argentina sono in pole position in una gara in cui ci si gioca le forniture del minerale principale che compone le migliori batterie sul mercato e che presto alimenterà le automobili

Massima durata: Bolivia, Cile e Argentina hanno le pile cariche per il business del futuro (foto: la rete)

Massima durata: Bolivia, Cile e Argentina hanno le pile cariche per il business del futuro (foto: la rete)

Oltre ad assumere, già da alcuni anni, una posizione fondamentale nell’industria elettronica, il litio, sta aumentano esponenzialmente la sua importanza nel mercato automobilistico trasformandosi in una risorsa strategica per le case produttrici. Si calcola che nel 2020 le auto nel mondo saranno circa 200 milioni, e di queste, una porzione molto ampia, saranno ibride o elettriche, usando batterie di questo materiale. La ricerca del litio, pertanto, ha innescato una corsa per acquisire nuove miniere.In questa gara, l’America Latina sta assumendo un ruolo fondamentale se si considera che dei 10 milioni di tonnellate di riserve presenti nel pianeta, circa 9 milioni si trovano nel continente, in particolare in Argentina, Cile e Bolivia.

 Tuttavia, al giorno d’oggi la leadership nella produzione di batterie la detengono i paesi asiatici guidati dal Giappone, mentre la bussola degli investimenti per lo sviluppo di nuove risorse sta giá puntando al Cono Sud, regione che nasconde sottoterra giacimenti enormi.

La Bolivia può contare sul 50% circa delle riserve di litio del mondo nella salina di Uyuni, seguita dal Cile con il 25% nel deserto di Atacama. Il paese andino primeggia anche la classifica della commercializzazione di questo minerale, seguito da Australia, Cina e Argentina. Quest’ultimo è il terzo paese nel ranking di riserve e le province di Salta, Jujuy e Catamarca sono sul podio.

Cosciente di questo enorme potenziale, Toyota ha deciso di investire in Olaroz Salazar, nella provincia di Jujuy con un progetto minerario che prevede di produrre circa 17.500 tonnellate di litio all’anno, il che gli permetterebbe di soddisfare la produzione di batterie per 550.000 veicoli. La società giapponese, attraverso la controllata Toyota Tsusho, sarà l’azionista principale del progetto insieme con la società australiana OroCobre e la locale Jujuy Energia y Minería Sociedad de Estado (JEMSE).

Mentre Toyota sta andando avanti con gli studi di fattibilità del progetto, a garantire l’investimento di 200 milioni di dollari iniziali si é lanciata la statale Japan Oil, GasandMetals National Corporation, e la costruzione della miniera dovrebbe iniziare entro la fine dell’anno e sarà pronta per la produzione nel 2014.

A mostrare interesse verso la regione, non sono mancate anche varie imprese cinesi. Recentemente i ministri delle risorse minerali cinese, Wang Min, e argentino, Jorge Mayoral hanno firmato un memorandum di cooperazione durante la conferenza Cina Mining, per incentivare nuovi studi del sottosuolo argentino che potrebbero portare diverse imprese cinesi a investire in Argentina.

In questo effervescente contesto, in Argentina l’interesse verso la produzione di litio cresce sempre di più. L’ufficio della presidentessa ha fatto sapere, infatti, che la produzione sarà considerata tra gli assi strategici del Paese, chiedendo esplicitamente al presidente della General Motors di trasferire la produzione di batterie al litio nel paese con l’obiettivo di aumentare il know how in questo campo.

La strada è lunga e le curve a gomito non mancano. Alcuni manifestano il desiderio di creare un’OPEC del litio in modo tale da garantire a Argentina, Cile e Bolivia una posizione predominante nel mercato internazionale e poter così controllare le fluttuazioni dei prezzi del minerale e massimizzare la loro produzione. Non mancano, però, come in qualunque grande gioco, le speculazioni.

Mentre il direttore dell’Agenzia Nazionale per la Promozione della Scienza e della Tecnologia del Ministero della Scienza argentino, Rodolfo Tecchi, vedrebbe di buon occhio questa possibilità, il presidente della Camera Mineraria di Salta, Facundo Huidoboro, considera troppo frettolose queste dichiarazioni adducendo che senza investimenti esteri sará difficile aumentare la produzione locale.

Per il momento l’unica realtà è che il litio è un affare imperdibile per il Cono Sud. Tuttavia, però, gli investimenti locali ed internazionali, a parte del Cile, non sono ancora sufficienti per generare un know how che possa impulsare lo sviluppo di un attività locale. A questo si aggiunge la forte resistenza della società nei confronti dell’industria mineraria in generale, ritardando il take off degli investimenti. Non si può dimenticare, inoltre, le popolazioni locali che spesso sono contrarie ai mega progetti minerari. Come se non bastasse, come corollario a queste complicazioni, regioni, province e governi nazionali lottano per accaparrarsi le royalties più alte.

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