L’Argentina denuncia l’UE al WTO per il protezionismo sul biodiesel

Il principale accusato è la Spagna, che per rappresaglia contro la nazionalizzazione di Ypf, ha chiuso l’ingresso di biocombustibile dall’esterno. Il danno potrebbe arrivare al miliardo di dollari per Buenos Aires

Blocco: Serbatoi Repsol alla periferia di Buenos Aires (foto: Celeste Alonso/PangeaNews)

Blocco: Serbatoi Repsol alla periferia di Buenos Aires (foto: Celeste Alonso/PangeaNews)

Si disse che in termini giuridici la Spagna non aveva molto da fare, quando vide la Casa Rosada espropriare la petrolifera argentina Ypf alla sua Repsol. A circa quattro mesi di distanza, però, è innegabile che il governo di Mariano Rajoy un modo per rispondere alla socialdemocrazia autoritaria di Cristina Kirchner, l’ha trovato. La denuncia sporta ieri dalla diplomazia argentina presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto) ne è la prova: Buenos Aires accusa l’Ue, con particolare menzione per la Spagna, di aver adottato «misure discriminatorie» nei propri confronti, implementando una normativa sul commercio di biodiesel che esclude i fornitori esterni al Vecchio Continente.

Che questa legge fosse una rappresaglia per la nazionalizzazione di Ypf, fu detto chiaramente dalla vicepresidentessa spagnola Soraia Saenz in conferenza stampa. In quell’occasione, però, in cui si parlò anche di revocare il regime di privelegi fiscali di cui avevano fino ad allora goduto i prodotti argentini in arrivo alle frontiere iberiche, non tutti percepirono la portata del provvedimento.

Oggi, con quattro mesi trascorsi, i conti sono diventati un pò più chiari: nel 2011 l’Argentina ha venduto alla Spagna biodiesel per 990 milioni di dollari, mentre per quest’anno si prevedeva, visto l’andazzo da gennaio ad aprile, un aumento ancora maggiore, che avrebbe portato il tutto a quota un miliardo 250 milioni. In tutto, la Spagna comprava da Buenos Aires il 66,6% di quanto il paese esportava in tutto il mondo, completando tra questo e l’Indonesia il 90% dei suoi acquisti.

La legge che l’Argentina chiama «ingiusta», favorisce la produzione interna all’Ue, perchè di fatto non prevede la possibilità di acquistare dall’esterno. Ma la decisione è convenuta  a Madrid? Certamente no, infatti i costi di produzione europei non sono per nulla competitivi rispetto a quelli di zone come l’Argentina e l’Indonesia. Di fatto, poi, il ritorno al vecchio mercato sarebbe possibile solo in seguito ad un accordo di risarcimento per Ypf che lasciasse soddisfatta Repsol e quindi il governo Rajoy, perchè così come questo non ha alcuna possibilità legale di ottenere un rimborso, neanche la Casa Rosada ha da parte sua alcuna possibilità di veder riaperti i vecchi traffici di biodiesel, attraverso il suo reclamo presso la Wto.

Di questo, certamente, a Buenos Aires non possono rammaricarsi in modo eccessivo, perchè se l’Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto) avesse qualche reale potere di convincimento, allora anche avendola vinta sul biodiesel, all’Argentina resterebbe poi da fare i conti con tutte le denunce ricadute contro di lei da parte cinese, statunitense e ancora una volta europea, per il protezionismo che esercita sui prodotti che hanno un analogo fabbricabile entro i suoi confini.

Lascia un tuo commento