La Bolivia entra nella finanza: lancerà bond per la prima volta nella storia

Benessere e crescita portano lo stato indigine a scommettere sul prestito. Ma non è un pò contradditorio per un governo che rigetta il capitalismo e si proclama socialista?

La Bolivia è uno stato giovane, ma in marcia verso il futuro (FFiorini/PangeaNews)

La Bolivia è uno stato giovane, ma in marcia verso il futuro (FFiorini/PangeaNews)

È stato annunciato dal ministro dell’economia boliviano Luis Arce all’interno della riunione annuale del Banco interamericano di sviluppo (BID) svoltasi a Montevideo: la Bolivia entra nell’universo della finanza mondiale attraverso la prossima messa in vendita di buoni del tesoro. É la prima volta dal 1920.

Il ministro del governo in carica guidato da Evo Morales ha dichiarato che il paese andino ha tutti i requisiti per ripagare l’indebitamento di cui lo Stato si farà carico, la sua «stabilità macroeconomica» garantisce un ampio margine di sicurezza agli investitori stranieri. I numeri dicono che il Pil è in crescita costante da qualche anno, + 3,36% nel 2009, + 4,13% l’anno successivo e ha chiuso con un chiaro + 5,20% il 2011, affiancato dall’inflazione arrivata nello stesso anno al 6,9%.

Lo stesso Arce ricorda che a questi numeri si aggiungono «sei anni consecutivi di surplus nel bilancio pubblico». Sono cifre che il governo sfoggia come roccaforti per procedere alla conquista di quella liquidità necessaria alla «industrializzazione delle risorse naturali della Bolivia, che rappresentano il punto centrale del nostro modello economico».

Lo stesso ministro afferma che la cifra totale dell’operazione ammonta a 500 milioni di dollari, che permetteranno di soddisfare il desiderio del governo di «posizionare il paese nei mercati internazionali», aggiungendo del resto che «una gran quantità di capitale sta arrivando in Sud America, specialmente in Brasile, e ci piacerebbe approfittare di questa situazione per mostrare al mondo che anche la Bolivia è in grado di attrarre denaro».

Sono parole, probabilmente che solo fino a qualche anno fa erano  impensabili, mentre ora tratteggiano rapidamente l’attuale situazione internazionale, la buona salute dell’America Latina e il nervosismo dei capitale mondiale in crisi, specie quello europeo, alla ricerca di un posto tranquillo dove riprodursi. Sarà la Bolivia di Morales uno di questi luoghi?

L’operazione è avvenuta sotto la consulenza della Banca Mondiale e, per quanto riguarda le valutazioni tecniche relative all’emissione dei titoli, è stata affidata a due banche statunitensi, la Bank of America Merrill Linch e la Goldman Sachs: niente male per un governo indigeno che sin dal suo esordio sei anni fa (ora è al secondo mandato) ha affermato la totale avversione e diffidenza nei confronti della finanza mondiale, in particolare verso quella che viene dal nord.

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