mercoledì 22 nov 2017

Investimenti europei: tutti vogliono l’Uruguay

Nel primo quadrimestre dell’anno le imprese europee hanno guidato la classifica degli investimenti in Uruguay. I preferiti sono i settori di infrastruttura, costruzione, energia e industria. Intanto, i flussi d’investimento estero diretto (IED) verso l’America Latina mostrano un continuo aumento generale, così come cresce il prodotto interno di tutto il continente

Uruguay: perla azzurra del continente (foto: la rete)

Uruguay: perla azzurra del continente (foto: la rete)

Le proposte d’investimento in Uruguay provenienti da paesi europei è in continua crescita. Secondo i dati rilasciati dall’Istituto Uruguay XXI, un’istituzione simile al nostro ICE, nel mese di Aprile le proposte d’investitori europei hanno rappresentato il 44% del totale mentre i paesi latinoamericani hanno partecipato solamente con un 19% del totale, con un aumento sostanziale di flussi d’investimento dall’Argentina e dal Brasile.

Nello specifico, tra i paesi europei più interessati a investire in Uruguay sono stati la Spagna, al primo posto con un 25%, seguita dalla Svezia con un 16%. Il MERCOSUR è la seconda regione con maggiori interessi in investire in Uruguay con un 38% del totale seguito dall’Asia con un 11%.

A livello settoriale, l’edile e l’infrastruttura sono risultati sul podio con un 25% di tutti i progetti, seguiti dall’industria che registrò un 21% del totale così come l’energia. Il logistico è un altro dei settori interessanti per gli investitori, registrando un 14%, seguito dall’agricoltura con un 4%.

In sintonia con l’aumento dell’interesse verso l’Uruguay, a livello regionale l’America Latina e i Caraibi hanno ricevuto nel 2012 circa 183 miliardi di dollari in IED, con un aumento del 6.7% rispetto all’anno precedente, secondo le statistiche pubblicate dalla CEPAL.

Quest’aumento si deve principalmente alla sostenuta crescita economica registrata dalla regione, gli alti prezzi internazionali delle materie prime così come l’alto tasso di ritorno sull’investimento (ROI) nel settore delle risorse naturali a livello regionale.

Per quest’anno si prevede un aumento del flusso d’investimenti verso l’America Latina tra il 3 ed il 7% sostenendo il buon momento che sta vivendo la regione. Mentre la maggior parte dei paesi ha mostrato numeri positivi nel 2012, in controtendenza vi è il Messico, uno dei pochi che ha sperimentato una riduzione dei volumi d’investimento rispetto al 2011, e questo si spiega principalmente con l’uscita dalla Borsa Messicana (BVM) della filiale spagnola di Santander, che ha ritirato il 25% del capitale investito nella BMV, circa 4 miliardi di dollari. Tra gli altri paesi che hanno registrato diminuzioni nel volume di investimenti provenienti dall’estero troviamo l’Ecuador, il Venezuela e il Nicaragua.

Per quanto riguarda i Caraibi, per il terzo anno consecutivo, l’EID ha registrato aumenti senza però raggiungere i numeri record del 2008. Il principale paese destinatario dell’investimento estero è stata la Repubblica Domenicana, dove il volume è aumentato del 59% rispetto al 2011, fomentato dagli interessi di imprese statunitensi ed europee che rappresentano i principali investitori nel paese, ma sono anche cresciuti gli investimenti provenienti da Giappone e Canada.

Per quanto riguarda gli investimenti esteri dell’America Latina, questi sono cresciuti di un 17% nel 2012 rispetto al 2011 raggiungendo quasi 49 miliardi di dollari, superando del 2% il record storico del 2010.

Nell’ultimo decennio i numeri degli investimenti overseas di imprese latinoamericane sono stati spinti dalle cosiddette multilatinas (multinazionali Latinoamericane) principalmente, brasiliane e colombiane, mentre nel 2012 sono state principalmente sostenute dal Messico e dal Chile.

Questa tendenza potrebbe essere confermata anche quest’anno considerando che il flusso di investimenti programmato dalla maggior parte delle multinazionali latinoamericane ha come obbiettivo approfittare dell’ancora difficile situazione economica dei paesi sviluppati, dove i latinoamericani stanno investendo per aumentare la loro presenza globale.

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