Febbre da Bonar24: l’Argentina sputa sui fondi avvoltoio e i Tango Bond restano bloccati

Il grande successo appena ottenuto dal titolo a interesse fisso del 9%, incoraggia l’amministrazione locale: «Non abbiamo bisogno di trattare con gli hedge fund». Se continueranno a non farlo, la giustizia americana continuerà a bloccare il pagamento delle cedole verso i piccoli risparmiatori

Nessun accordo con gli avvoltoi: Argentina morosa e intransigente (foto Them Crooked Vultures)

Nessun accordo con gli avvoltoi: Argentina morosa e intransigente (foto Them Crooked Vultures)

Buenos Aires – Brutte notizie per i risparmiatori italiani che ancora attendono il pagamento degli interessi sui nuovi Tango Bond: l’inatteso successo ottenuto a inizio settimana dalla nuova collocazione di Bonar24, ha portato ieri il sottosegretario all’Economia, Emmanuel Álvarez Agis, ad affermare che «non c’è alcun bisogno di arrivare a un accordo con i fondi avvoltoio», perché è evidente che il mercato è disposto a finanziare il Paese, al di là del default tecnico in cui versa da qualche mese.

Certi che la notizia non abbia sorpreso i diretti interessati, che protestano da tempo per la falsa intenzione negoziale di Buenos Aires, va constatato che l’annuncio deve preoccupare anche gli investitori che hanno scommesso sulle obbligazioni locali, oppure, che le hanno accettate in cambio di quelle scadute con la crisi del 2001. La posizione intransigente della Casa Rosada verso i grandi creditori, ha portato questi a chiedere ed ottenere il sequestro di diversi bonifici bancari con cui il Paese ha pagato gli interessi dei propri titoli e, senza una stretta di mano tra le parti, la corte americana che si occupa del caso, continuerà a congelare fondi.

Dal punto di vista giuridico, il direttore d’orchestra è Thomas Griesa, titolare del distretto sud di New York per questo tipo di contenziosi. Dalla parte Argentina, Griesa viene accusato di essere troppo vecchio e parziale nei confronti dei fondi avvoltoio. D’altro canto, la decisione che lui ha fatto diventare definitiva con una sentenza, era stata ratificata da altri giudici nel corso degli anni e, ora che è stata presa in totale favore dei creditori, porta il magistrato a difenderne gli interessi, davanti all’inadempienza argentina. I risparmiatori stanno in mezzo e sperano che in ottobre cambi il governo.

1 commento

  1. Luigi says:

    Mi sembra evidentissimo che è tutta una messa in scena per non dare più un soldo a nessuno, sicuramente tutti gli attori ci guadagnano compreso i fond con accordi segreto. I fregati sono sempre gli stessi. Vedremo se non sarà così.

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