Enel 1 – Ambiente 0: la giustizia cilena dice che la centrale non inquina

Nel grande match in cui le vecchie glorie del capitale affrontano il resto del mondo è stato segnato un altro gol e, neanche a dirlo, lo ha fatto il lato sbagliato: una corte d’appello cilena ha respinto la querela dei pescatori di Coronel, affermando che la centrale termoelettrica Bocamina II, di proprietà dell’Enel, non inquina e non è la responsabile della moria di pesci che si registra nella zona

Più di là che di qua: senza pesci, la disperazione (foto: la rete)

Più di là che di qua: senza pesci, la disperazione (foto: la rete)

Con una sentenza unanime, i tre giudici che compono la sala quinta della Corte d’Appello della città cilena di Concepcion hanno deciso di respingere la denuncia dei pescatori e dei residenti della località patagonica di Coronel, in cui si chiedeva la chiusura della centrale termoelettrica Bocamina II, che l’italiana Enel possiede nella zona attraverso la sua controllata Endesa. Secondo il verdetto, non ci sono prove che dimostrino la responsabiltà dell’impresa «nella moria generale di pesci, molluschi, crostacei ed alghe», di cui la accusano gli autoctoni, perciò non è giudicabile.

A quanto pare, tuttavia, il motivo della decisione presa dal tribunale non è stata dovuto al fatto che Enel realmente non inquini, ma a quello per cui la querela non sarebbe stata presentata in modo corretto dai denuncianti, secondo cui, Bocamina II sta ammazzando completamente la pesca locale «aspirando acqua marina attraverso i propri condotti di adduzione dell’acqua», oppure «scaricando – nell’oceano – acqua bollente mischiata con ipoclorito di sodio».

La vicenda dello scontro tra Bocamina II e gli abitanti di Coronel è iniziata circa 4 anni fa, quando, nel dicembre 2008, Enel decise di aumentare la potenza della centrale e, per poter ingrandire l’area operativa, firmò un accordo con la provincia di Concepcion e con alcuni residenti per gestire il trasferimento di alcune famiglie. Sebbene il primo contratto, per cui Enel ha speso circa 10 milioni di dollari, prevedesse lo spostamento di 228 gruppi famigliari, oggi sono addririttura 391 le famiglie che si sono viste obbligate a cambiare casa, mentre altre 60 si oppongono a questa prospettiva.

Per condurre la battaglia, gli abitanti di Coronel hanno organizzato un comitato di lotta contro Bocamina II, che si è recentemente messo in mostra per alcune proteste particolarmente curiose, come quella che ha visto ol sotterramento di alcuni manifestanti, e per l’inizio di una strategia giuridica, parallela a quella della resistenza passiva in piazza. Ed è proprio sul fronte giuridico, dove oggi incassa una sconfitta, che il fronte di Coronel aveva invece messo in difficoltà la parastatale italiana, obbligandola attraverso una decisione della Corte Suprema a commissionare uno studio sull’impatto ambientale delle proprie attività.

Tuttavia, l’impresa ha sempre sostenuto di avere in mano tutta la documentazione necessaria a svolgere la propria attività, anche se questa non garantisce a prescidendere che la stessa possa provocare un importante danno ambientale, visto che potrebbe limitarsi ad una certificazione di idoneità produttiva o al rispetto dei limiti tecnici dell’infrastruttura, senza badare alle conseguenze sul resto del mondo.

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