mercoledì 22 nov 2017

Economia Argentina: nessuno vuole i nuovi tango bond

La trovata finanziaria del ministro Kicilloff è fallita: dei 3 miliardi di dollari che cercava, ha ottenuto solo 290 milioni. Eppure stava offrendo l’8,5%, uno dei tassi più vantaggiosi al mondo. Il Kenia, con il 5,5% ha fatto bollire le linee telefoniche. Il motivo? I critici parlano di «imperizia» e «cattivo tempismo» della squadra economica

Riso a denti stretti: il Bonar 2024 non seduce (foto: Pangea News)

Riso a denti stretti per Kicilloff: il Bonar 2024 non seduce (foto: Pangea News)

l’8,5% di interesse offerto dai titoli argentini Bonar 2024 (AY24) è uno dei tassi più redditizi di tutto il mercato, eppure, non è stato sufficiente per conquistare le attenzioni degli investitori internazionali. La prima emissione di debito da quando l’Argentina è entrata in selective default questa estate, in seguito al rifiuto di pagare la propria mora con gli hedge fund americani, ha racimolato solamente il 9,5% dei 3 miliardi di dollari che pretendeva avere in prestito dai risparmiatori di tutto il mondo: 286 milioni.

Nonostante tutto, il ministro dell’Economia, Axel Kicilloff, fortemente criticato da camere d’impresa e sindacati, ha definito l’operazione come «un successo», alla luce della «tormenta finanziaria internazionale» che sta investendo la regione in seguito alla caduta nel prezzo del petrolio e di diverse borse occidentali. Gli analisti economici del quotidiano argentino La Nacion, d’altra parte, smentiscono questa affermazione, comparando l’operazione di Buenos Aires con quella realizzata nello stesso periodo, precisamente a partire dal 5 dicembre scorso, dal Kenia.

Il ministro del Tesoro di Nairobi, Henry Rotich, ha emesso bond per 750 milioni di dollari, a un tasso del 5,5%. Poco dopo, ha annunciato in conferenza stampa di aver ricevuto prenotazioni per più di 3 miliardi. Più o meno, l’esatto contrario di quanto avvenuto nel caso argentino. Con la differenza, però, che a metà giugno il Kenia era già riuscito a vendere obbligazioni per altri 2 miliardi di dollari, accedendo così a crediti più morbidi per costruire infrastrutture energetiche, dei trasporti e dell’agricoltura.

Alla base dell’insuccesso nell’emissione argentina, ci sarebbe stato un problema di fondo: i bond sono stati lanciati, in cambio dei Boden 2015, tra il 10 e il 12 dicembre a un prezzo di 96,2 dollari per titolo, mentre il mercato stava trattando negli stessi giorni, condizioni migliori, fluttuando tra i 94,85 e i 96, nonché chiudendo ieri a 92,5. Nelle ultime settimane, tuttavia, la Banca Centrale argentina, protagonista di una annosa emorragia di dollari dalle sue riserve, ha invertito la rotta ed ha lentamente iniziato a recuperare. Il merito maggiore è stato dell’accordo raggiunto con la Cina, che l’ha portata di nuovo al di sopra della linea dei 30 miliardi.

In quanto al caso dei Bonar 2024 (AY24), l’economista filo-governativo Federico Tomasevich ha parlato di un «cattivo tempismo della squadra economica», in merito alla data scelta per l’emissione. «Alla gente non piace investire in momenti di inquietudine – ha detto al portale Infobae – e questo è un momento di grande inquietudine finanziaria». Più duro, invece, è stato il titolare della Confindustria argentina, Uia, Hector Mendez, che, dalla sua posizione notoriamente critica verso la Casa Rosada, ha detto: «A questa squadra economica mancano le capacità. Sono un gruppo di giovani inesperti che hanno pochissimi rapporti con i principali fund manager del mercato finanziario locale e internazionale».

1 commento

  1. mateschio scrive:

    Non è tanto questione di squadra economica incapace del governo Argentino. Ma del fatto che purtroppo gli investitori internazionali sono dei grandi codardi e desiderano investimenti sicuri, grandiosi e di poco rischio. Ovvero desiderano fare facilmente molti soldi con i propri soldi, il tutto stando comodamente sotto l’ombrellone! In altre parole l’investitore tipico non desidera guadagnare onestamente ma straguadagnare ovvero fare il truffatore. Poi sanno benissimo che un avvocato a New York ha di fatto più potere di un Intero Paese tipo l’Argentina. Quello che non capiscono è che sono proprio loro gli investitori codardi e truffatori a regalare questo strapotere assurdo. Stiamo mettendo il Mondo in mano a chi pensa solo a sè stesso e non considera nemmeno il futuro per i propri parenti! Si tratta di pirla convinti che con i soldi si possa sempre comperare tutto anche quello che presto non ci sara’ più per nessuno, nemmeno per i pirla pieni di soldi!

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