Cuba tenta i capitali del mondo coi suoi mattoni: salverà l’economia?

246 progetti d’impresa, per un aspettativa totale da 9 miliardi di dollari, distribuiti in tutti i settori dell’eccellenza economica cubana, ma soprattutto in quello degli immobili legati al turismo: questo propone L’Avana ai grandi investitori esteri, che vuole sedurre e invitare sull’isola, con le tasche piene e l’umore di spendere nella grande zona franca che ha creato

Tradizione cubana: il golf come affare immobiliare (foto: la rete)

Tradizione cubana: il golf come affare immobiliare (foto: la rete)

14ymedio, il giornale on-line di Yoani Sanchez, la blogger anti-castrista che è stata all’avanguardia nell’uso di internet per comunicare i disagi quotidiani della realtà cubana, è entrato in possesso di una copia di un prospetto di 168 pagine che il governo sta facendo circolare tra i potenziali soci internazionali, con proposte e regole per investire in grande sull’isola. Come parte delle riforme economiche avviate nel 2010, il governo castro offre nella stragrande maggioranza dei progetti la possibilità di entrare con una formula mista, un’unione di imprese che comprenda sia capitali pubblici cubani, che privati internazionali.

Da questa regola, fanno eccezione tuttavia gli interventi nei settori della biotecnologia e dell’industria farmaceutica: in questi fiori all’occhiello del comunismo caraibico, si potrà correre in società con capitali privati cubani, o addirittura con iniziative solo esterne. Per il resto, le partite più consistenti riguardano il settore turistico non-alberghiero, dove spiccano due grandi campi da golf, con relativo country club. Il primo, assegnato alla provincia di Cienfuegos, chiede almeno 560 milioni di dollari d’investimento iniziale, raggiungendo il record di tutto il documento. Il secondo, nella zona di Holguin, quota invece 380.

Con una data di partenza posta per dicembre 2014, gennaio 2015, l’epicentro dell’ambizioso progetto castrista per salvare l’economia nazionale, senza perdere determinati precetti del socialismo, sarà quello della ZEDM. È questo l’acronimo di Zona Specialde di Sviluppo Mariel, una zona franca da 465 km quadrati, che godrà di un’esenzione dalle tasse e importanti sgravi fiscali sulla manodopera e gli utili, che durerà almeno un decennio.

Queste grandi manovre ai vertici del capitale mondiale, hanno corrispettivo per la gente comune che, con lentezza e costanza, procede ormai da quattro anni. I primi passi, riguardavano il riconoscimento delle piccole cooperative di quartiere, poi, sono state autorizzate le micro imprese, come gli spacci alimentari, gli ambulanti in strada, le botteghe e tutti quei singoli imprenditori a regime familiare che a Cuba sono noti come cuentapropistas, la gente che si è messa in proprio. La stessa Yoani Sanchez, che ora porta queste indiscrezioni sul grande mercato immobiliare, a suo tempo aveva dato una divertente panoramica della compravendita di case tra persone comuni, compresi naturalmente i turisti stranieri.

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