Cina Latina: Pekino vuole un trattato commerciale con il Mercosur

Il 22 giugno Wen Jiabao sarà a Montevideo per parlarne. Proposto un gruppo di lavoro per iniziare le trattive su quello che potrebbe diventare il primo grande passo di una nuova politica di potenza

Mare placido: I Cinesi enteranno in Sudamerica dal portone principale? (foto: Phil Valcarcel)

Mare placido: I Cinesi enteranno in Sudamerica dal portone principale? (foto: Phil Valcarcel)

Il ministro degli Esteri uruguaiano, Luis Almagro, ha aperto bocca ed ha sconcertato tutti: «La Cina vuole stipulare un trattato di libero scambio con il Mercosur», gettando le basi per quello che potrebbe diventare il maggior mercato libero del mondo. Se ciò accadesse, le Europa esclusa avrebbe di che rammaricarsene e gli Stati Uniti, anche, visto che ci provano senza successo da anni.
Già dal prossimo 22 giugno, quando il premier cinese Wen Jiabao arriverà in visita ufficiale a Montevideo, si potrebbe iniziare a lavorare per vedere se esistono le condizioni e la disponibilità a procedere in tal senso. Così lo ha detto Almagro e così lo ha ribattutto (sintomo di verità) l’agenzia ufficiale cinese.
Dopo anni (almeno 10) di tentativi falliti da parte dell’Unione Europea di creare un accordo di commmercio privilegiato con il Mercosur, sarebbe la principessa delle beffe se Pekino saltasse ora la fila e conquistasse il verde paradiso della crescita che parla latino e guarda al futuro.
I paesi presenti a pieno titolo nel trattato Mercosur sono il Brasile, l’Argentina, l’Uruguay ed il Paraguay. L’unico paese latinoamericano ad avere un accordo commerciale con la Cina è il Cile, perchè storicamente si tratta di un economia forzatamente aperta in cui, per esempio, gli italiani riescono ad esportare con facilità, quando invece gli risulta molto più difficile farlo in Brasile o in Argentina. La ragione è che negli ultimi 2 anni le potenze del Mercosur sono stati protagoniste di un’inesorabile processo di chiusura commerciale, che ha causato forti problemi tanto all’Ue come alla Cina, da sempre importatori di manifatture e semilavorati su queste piazze ed oggi più che mai interessati a continuare ad esserlo, visto che da un lato c’è la crisi e dall’altro la crescita, che ha portato ad un aumento della domanda senza precedenti.
Le trattative tra Bruxelles e Rosario, città argentina sede dell’amministrazione del Mercosur, sono però ostacolate dall’intransigenza reciproca e si vive il paradosso di un gruppo diplomatico che negozia la libertà commerciale, mentre un altro si affronta davanti all’Organizzazzione Mondiale del Commercio (Omc) per stabilire se le barriere commerciali siano lecite o meno.
In questo scenario, la posizione della Cina non sarebbe di per sè migliore: Pekino è fornitore e cliente per il Mercosur di prodotti analoghi a quelli per cui lo è l’Europa. Tuttavia, può permettersi di negoziare da una posizione più forte rispetto a questa e probabilmente può essere più morbido su alcune questioni e più convincente su altre.

Un potenziale ostacolo al trattato sarebbe poi anche il fatto, per esempio, che l’Uruguay riconosce Taiwan, terrà che per i cinesi non avrebbe diritto di dirsi Stato. Ma queste, sono formalità burocratiche che in qualche modo si riesce sempre a risolvere. Al di là dei fatti reali, poi, ci sono quelli immateriali: nel rapporto tra Cina e Sudamerica non c’è il risentimento post coloniale che c’è con l’Europa, dove questa si sente sempre un pò in diritto di fare da padrone, anche se dice di trattare le sue ex colonie da pari a pari, e dove d’altra parte le ex colonie vogliono invece dimostrare di essere diventate forti e segnare su ogni punto il loro riscatto storico.

Nel rapporto tra Cina e Sudamerica c’è il mito delle relazioni internazionali sud-sud e la carica simbolica di una ricchezza non allineata. Il punto è che dove non ci sono i residui post-coloniali, potrebbero benissimo esserci le premesse neo-imperiali. Ossia, non è che dopo appena un secolo di indipendenza dall’Europa, dopo solo dieci anni di libertà dagli Stati Uniti, il Sudamerica adesso finirà tra le braccia amorevoli o soffocanti della Cina? Comunque sia, ci vorrà tempo. I trattati di questa portata non si fanno da un giorno all’altro.

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