Buoni venezuelani: la primavera di febbraio spinge l’economia

Citgo offre 2,5 miliardi di buoni al 2020. Promette un guadagno del 10% e spera di dare fiato alla situazione interna al Venezuela, dove si combatte una «Guerra Economica», schivando migliaia di civili in coda al supermercato

L'unione fa la forza: basterà Citgo a salvare tutta l'economia del Venezuela? (foto: Boston Red Sox)

L’unione fa la forza: basterà Citgo a salvare tutta l’economia del Venezuela? (foto: Boston Red Sox)

L’aumento nei prezzi del petrolio registrato nei primi due giorni della settimana si è interrotto ieri, nonostante tutto, l’emissione di bond da parte della petrolifera statunitense Citgo, di proprietà della statale degli idrocarburi venezuelana Pdvsa, sta restituendo ossigeno all’economia di Caracas, che entro i confini nazionali disputa quella che il governo ha battezzato come la «Guerra Economica». Ieri, gli scambi di petrolio Brent hanno chiuso sotto i 55 dollari il barile (+3,15%) e quelli del Wti invece di poco superiori ai 48,85 (-4,19%). In questo contesto non del tutto favorevole, Citgo sta presentando sulla piazza titoli con scadenza nel 2020, per un totale di 2 miliardi 500 milioni di dollari, sperando di racimolarne almeno 1 miliardo 500 milioni.

La manovra, che il Venezuela esegue sui mercati internazionali insieme alla Deutsche Bank, è stata interpretata come un tentativo di racimolare liquidità per le necessità nazionali ed anche come una smentita (o un ripensamento), rispetto alla notizia per cui i vertici di Pdvsa stavano preparando la vendita di Citgo. Questa compagnia petrolifera, che può contare su tre grandi raffinerie negli Stati Uniti e migliaia di stazioni di rifornimento, è considerata sana e, vendendola, Pdvsa avrebbe perso una delle sue ramificazioni principali.

Trascinati da questa operazione e dal contesto generale, anche i buoni di Pdvsa hanno generalmente chiuso la giornata di ieri al rialzo, sebbene nelle stesse ore la compagnia fosse finita sui circuiti news per due fatti negativi. Il primo, riguarda l’arresto da parte della polizia politica Sebin di uno dei suoi principali dirigenti, precisamente del responsabile per l’area occidentale, accusato da una procura venezuelana di corruzione. La seconda, invece, metteva in risalto il divieto per tutti i dipendenti di Pdvsa di viaggiare all’estero, nonché l’invito a chi avesse avuto notizia di un collega espatriato, a farlo presente alle autorità aziendali.

E i manager che devono andare in Usa per questioni legate a Citgo? si sono chiesti, non senza ironia, molti utenti su Twitter, sull’onda, a dire il vero, di un bot che ripeteva lo stesso messaggio attraverso numerosi account fasulli. Secondo il sito americano Open Secrets, Citgo è stata una delle compagnie che più hanno investito in lobby durante tutto il 2014 e c’è da credere che questo tipo d’investimento dia i suoi frutti. I buoni che propone, dovrebbero attestarsi su un prezzo a 800 punti base dal tasso Libor, avendo perciò un rendimento compreso tra il 10 e l’11%.

Dal risultato di questo finanziamento, dipende gran parte della Guerra Economica che l’amministrazione Maduro sta conducendo in patria, nel tentativo di accorciare le lunghe code che si ripetono fuori dai supermercati in tutto il Paese. Se i critici del presidente socialista accusano il suo malgoverno di aver gettato la popolazione nella carestia, dall’esecutivo rispondono imputando alle grandi catene alimentari e non solo di vendere i prodotti col contagocce, per speculare sull’aumento dei prezzi. In tal senso, lo stesso Sebin ha proceduto, insieme all’inquietante Stato Maggiore per la guerra economica, a commissariare la catena di farmacie Farmatodo, imponendo un fermo di polizia per alcuni dirigenti.

Soluzione analoga presa martedì anche per i supermercati Dia a Dia, presenti soprattutto nei quartieri popolari, in cui, in seguito a molte irruzioni, sarebbero state trovate scorte di materie prime bloccate alla vendita.

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