Brasile: miniere sempre più produttive e nuove regole in arrivo

Primo produttore di acciaio e bauxite al mondo, il Brasile ha un’industria estrattiva da 5 miliardi di dollari e imprese di rilievo a livello globale. Mentre la crescita continua, a Brasilia si discute per snellire l’apparato burocratico e dare un nuovo slancio al settore estrattivo. Intanto, il settore privato promette 75 Miliardi di dollari di investimento fino al 2016

Brasile Minerario: più crescita, più regole (foto: Reuters)

Brasile Minerario: più crescita, più regole (foto: Reuters)

Un 2012 abbastanza complicato a livello macroeconomico e un 2013 che non riesce ancora a decollare non bastano a frenare la crescita che il settore estrattivo brasiliano sta sperimentando da diversi anni.

Nel 2013, il trend non cambierà e si prevede che questo mercato crescerà di un +4% rispetto al 2012, anche se i numeri saranno minori a quelli riportati nel 2011. Malgrado ciò, a questi ritmi nel 2017 l’industria mineraria brasiliana potrebbe raggiungere i 70 miliardi di dollari come previsto dal governo.

Nasce, però, da qualche tempo la necessità di rivedere l’ordinamento in materia estrattiva e snellire l’apparato burocratico per promuovere maggiormente le attività minerarie, attrarre nuovi investimenti e lavoratori specializzati.

Questi sono stati i principali responsabili della perdita di posizioni nel ranking del Fraser Institute, tra i più autorevoli del settore. Nel 2012, secondo quest’agenzia le cose non sono andate bene per il Brasile: il paese, infatti, occupa il posto 57 su 93 della classifica, mentre il Cile si trova al 18ettisimo, il Perù al 56esimo e la Colombia al 65esimo.

Gli analisti dello stesso istituto, però, affermano anche che il mercato brasiliano si gioverebbe enormemente della promulgazione di un nuovo ordinamento più snello e trasparente che nel caso del Brasile risale a vecchia data.

Era, infatti, il 1967 quando in Brasile si approvò l’ultimo codice minerario ancora in vigore al giorno d’oggi. A quel tempo la necessità era valorizzare l’enorme letto di minerali su cui giace il paese. Adesso, lo straordinario potenziale minerario brasiliano è noto a tutti e gli obiettivi sono altri dopo quasi cinquanta anni di continua crescita.

La nuova legge mineraria creerebbe un ordinamento moderno e darebbe il via all’implementazione della strategia sancita all’inizio del 2011 quando le autorità brasiliane lanciarono il Piano Nazionale per lo Sviluppo Minerario al 2020 con l’obiettivo di realizzare più`idonee politiche pubbliche per lo sviluppo estrattivo. Tra le principali proposte spicca la creazione di una nuova agenzia che si occuperà di tutti gli aspetti, legali, economici e fiscali, legati allo sviluppo di un’attività mineraria socialmente responsabile e volta alla creazione di infrastrutture necessarie per garantire l’accesso ad aree ancora remote e migliorare in questo modo le condizioni di vita delle popolazioni autoctone.

 Inoltre si propone di creare un nuovo schema per la riscossione delle royalties, il cosiddetto, Financial Contribution for Mineral 
Exploitation (CFEM), prevedendo tra l’altro, si presuppone, di ridurre la pressione fiscale che risulta ancora abbastanza alta nel paese.

 A sperare maggiormente nella realizzazione di nuove e più favorevoli norme legali, è il settore privato che, da parte sua, promette di aumentare notevolmente gli investimenti che potrebbero raggiungere i 75 Miliardi di dollari nel 2016.

La legge è ancora in discussione in parlamento e sta ricevendo una forte lobby da parte di giganti delle attività estrattive sia nazionali che internazionali.

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