Brasile: mega piano di stimolo contro la recessione

Meno tasse, meno costo del denaro, meno valore del real, meno bollette e meno importazioni: sono le 5 sottrazioni con cui Dilma Rousseff vuole mantenere in positivo la maggiore economia del Sudamerica, anche a costo di ammainare la bandiera rossa

Tesoro: il real è lo strumento centrale del piano di stimolo brasiliano (foto: la rete)

Tesoro: il real è lo strumento centrale del piano di stimolo brasiliano (foto: la rete)

Mentre la presidentessa brasiliana Dilma Rousseff chiudeva la valigia e lasciava il palazzo di governo, per tornare a San Paolo a dare l’ultimo addio alla zia morta di recente, la Banca Centrale annunciava l’immissione a partire da oggi di 15 miliardi di dollari nel sistema: quando il gatto non c’è, in Brasile i topi eseguono. La notizia, diffusa in un venerdì sera a mercati spenti, era infatti il più recente di uno dei molti punti del piano di stimolo che il governo ha messo in atto per ribellarsi alla decelerazione dell’economia.

Dal punto di vista monetario, il Planalto sta insistendo sia sul fronte del credito, che su quello della svalutazione: a fine agosto, è stata annunciata la riduzione del tasso di interesse di riferimento Selic, portandolo dal precedente 8% ad un nuovo minimo storico del 7,5% ed eseguendo il nono ritocco di modalità identica a questa dell’ultimo anno. Poi, la Banca Centrale ha agito anche indirettamente sul real, diminuendone deliberatamente il valore e favorendo così la competitività internazionale e proteggendo anche la manifattura locale dalla concorrenza esterna.

In parallelo, il governo Rousseff, che solo questa settimana ha dovuto abbassare le stime di crescita per il 2012 dal 3% al 2%, ma che promette nuovamente un +4% per il 2013, ha ridotto le tasse in diversi settori. Negli ultimi giorni, hanno ricevuto la buona novella delle esenzioni fiscali i settori dell’automobile, dov’è presente anche la Fiat, dell’edilizia e degli elettrodomestici. Poi, sono state abbassate anche le bollette energetiche sia per i grandi clienti industriali, che per i comuni cittadini.

Lo Stato, d’altra parte, ha messo mano al portafogli con un piano di incentivi, specificamente volti a favorire gli investimenti: la banca di sviluppo Bndes ha lanciato nuove linee di credito per l’acquisto di macchinari produttivi, sia per l’industria che per l’agricoltura. Dilma, da poco segnalata come una delle donne più potenti al mondo, ha poi voluto che la cosa pubblica tornasse ad essere un forte acquirente di beni e servizi nazionali, acquistando apparati biomedicali, apparecchiature militari e forniture per il settore dell’istruzione.

Questa politica economica è stata possibile però solo grazie ad un importante virata ideologica, il cui esempio più chiaro è stato quando, andando contro la volontà del Partido dos Trabalhadores a cui appartiene, Dilma ha approvato le privatizzazioni nel settore dei trasporti, permettendo alle compagnie private di entrare in società con lo Stato nelle strade, nelle ferrovie e negli aeroporti.

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