mercoledì 22 nov 2017

Bond argentini: Il fondo Marathon ha comprato più della metà dei Bonar24

Due broker argentini amici del ministro dell’Economia e dei suoi collaboratori hanno convinto un unico fondo d’investimento a investire 840 milioni di dollari sul nuovo Tango Bond. In tutto, ne sono stati venduti 1 miliardo 450 milioni al 9%, che ora si espongono a un embargo simile a quello che mantiene bloccate le cedole delle altre obbligazioni di Buenos Aires.

Triangolazioni sottobanco: i retroscena del fenomeno Bonar24. (foto: la rete)

Triangolazioni sottobanco: i retroscena del fenomeno Bonar24. (foto: la rete)

Buenos AiresÈ stato il maggior successo finanziario dell’Argentina recente, ha ridato ossigeno alle casse della Banca Centrale a pochi mesi dalle elezioni, anche se a un tasso proibitivo (8,75%), ma dietro c’è stata la mediazione di due broker che hanno convinto il fondo d’investimento Marathon Asset Management a comprare la metà di tutta l’emissione Bonar24.

Jorge Pepa e Gabriel Szpiegel sono due mediatori argentini che fanno base a New York. Secondo quanto trapelato sui quotidiani finanziari di Buenos Aires, entrambi sono vicini al viceministro dell’Economia, Emmanuel Alvarez Agis, e sono stati anche vincolati al ministro Axel Kicilloff, nella denuncia per un’operazione da 200 milioni di dollari in obbligazioni, venduti dalla Banca Centrale a UBS e poi subito girati a Latam Securities, il fondo in cui lavora Pepa.

In quanto ai Bonar24, messi sul mercato lo scorso 22 aprile, tanto Pepa attraverso Latam e Szpiegel che è socio in Marathon, hanno convinto il fondo (titolare di un capitale che ruota attorno ai 12 miliardi 500 milioni di dollari) ad acquistare 840 milioni, del miliardo 415 milioni venduto in totale, ovvero ben più della metà. Dietro a Marathon si sono posizionati altri fondi, con sede questa volta in Europa. Il settimanale Perfil, per esempio, fornisce i nomi di Brevan Howard, specializzato nei mercati emergenti, Stone Harbour, Gramercy e poi la previdenza sociale argentina, Anses.

In quanto all’interpretazione della manovra, sembra che il tasso vicino al 9% a cui si è dovuta piegare la Casa Rosada a causa delle proprie inadempienze giudiziarie, sia stato l’elemento che ha spinto questi finanziatori a scommettere su di lei. Ma che genere di garanzie hanno dato il ministro dell’Economia, Kicilloff, e poi Pepa per convincere Marathon a giocarsi tanto, proprio mentre moltissimi altri proprietari di Tango Bond impazziscono nel tentativo di incassare gli interessi? Le presidenziali di ottobre si annunciano molto combattute e se il Kirchnerismo non può certo promettere di restare al potere per il suo quarto mandato consecutivo, nemmeno l’opposizione può garantire di risolvere l’impasse giudiziario a New York in tempi brevi da una sua eventuale vittoria, che in ogni caso si concreterebbe solo il 10 dicembre con l’assunzione dei poteri.

Intanto, va ricordato che, come in tutti i casi precedenti, anche in questo il Bonar24 è esposto alla possibilità di un sequestro da parte del giudice americano Thomas Griesa. I cosiddetti fondi avvoltoio, a cui Griesa ha dato ragione con una sentenza a luglio, hanno già lasciato intendere che muoveranno le loro schiere di avvocati anche contro il Bonar, che per il momento è uscito indenne da una collocazione ancora giovane.

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