Auto sud in panne: giù l’export Brasiliano e Argentino. Ferma la Renault

Calano le vendite dei veicoli Made in Mercosur. La Renault chiude per 6 giorni: «troppo costoso tenere le auto nuove ferme in stabilimento». La Fiat regge ma scende anche il settore agro, su cui ha scommesso forte con New Holland

Freno a mano: l'industria dell'auto sudamericana ha invertito la marcia (foto: Renault)

Freno a mano: l'industria dell'auto sudamericana ha invertito la marcia (foto: Renault)

L’industria automobilistica brasiliana e argentina, fino a pochi mesi fa motore di nome e di fatto dello sviluppo manifatturiero di entrambi i paesi, nonchè fiore all’occhiello del regime di integrazione commerciale tra gli stessi, non esporta più. Dal Brasile è stato riportato ieri un calo del 4,3% rispetto all’anno scorso, mentre dall’Argentina, che va a rimorchio, le vendite sono scese del 30% e la Renault, che ha un importante stabilimento nelle pampas fuori Cordoba, ha fermato la produzione per i prossimi 6 giorni.
1 miliardo 330 milioni di dollari. Questa, secondo l’associazione di settore Anfavea (Associação Nacional dos Fabricantes de Veículos Automotores), la cifra fatturata dalle esportazini dell’industria auto brasiliana durante il maggio scorso, quando nel 2011 si era arrivati ad 1 miliardo 400 milioni. Mentre rispetto ad aprile, la discesa sarebbe stata addirittura del 4,4%. Sul fronte argentino, le statistiche divengono ancor più marcate, qui la lobby specializzata Adefa (Asociación de Fábricas de Automotores) ha parlato di una diminuzione del 24,4% interannuale sul mese di maggio e di un calo pari al 30,3% dall’inizio dell’anno ad oggi.
In questo caso, si tratterebbe dell’aggravarsi del fenomeno brasiliano, dove va il 76,7% dei veicoli prodotti in Argentina, mentre il primo paese vende soprattutto alla Cina, gli Stati Uniti, la stessa Argentina e l’Europa. Tuttavia, anche uscendo dal contesto del Mercosur, dove vige il trattato regimen del automotor, in cui si permette lo scambio senza tasse di auto e ricambi auto, si vede come, per esempio, le esportazioni verso l’Unione Europea siano diminuite del 15,4%.
In questo scenario, gli stabilimenti Renault di Santa Isabel a Cordoba hanno deciso di sospendere la produzione e con essa i 2.000 operai che vi lavorano. Attivo dal pomeriggio di domani, il provvedimento durerà in tutto sei giorni. L’ufficio stampa della compagnia ha indicato la situazione brasiliana come causa di uno stop che fa da anticamera alla revisione dei piani di produzione, infatti, secondo le parole dello stesso portavoce «è molto caro mantenere un’auto già finita, ferma nello stabilimento».
D’altro canto, il mercato interno argentino vive una tendenza contraria e, sempre secondo i dati appena diffusi dalla Adefa, il numero di targhe emesso dalla motorizzazione è in costante crescita. Dietro a questo fenomeno, però, c’è la volontà del cittadino argentino di trovare un rifugio per i propri risparmi minacciati dall’inflazione e, davanti al divieto governativo di acquistare dollari (valuta con cui si gestiscono anche le trattative immobiliari, altro settore in frenata), si scelgono le macchine. In Brasile, poi, sono calate anche le esportazioni di macchinari agricoli, un ambito in cui Fiat Argentina ha investito con forza solo qualche settimana fa.

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