mercoledì 24 mag 2017

Argentina caotica: i Tango Bond si incassano solo a Buenos Aires e Parigi

Continua la battaglia per il debito. Cristina Kirchner tiene duro coi creditori e il suo giovane ministro dell’Economia, scatena la fantasia: dopo un weekend carnevalesco, sono state pagate le obbligazioni “Par” convertite alla normativa argentina. Chi ha accettato, deve chiamare a Buenos Aires o Parigi. Chi ancora detiene titoli sotto legge americana o inglese, può vedere il versamento congelato

Tutto normale: i buoni argentini Par si pagano a Buenos Aires o a Parigi (foto: Pangea News)

Tutto normale: i buoni argentini Par si pagano a Buenos Aires o a Parigi (foto: Pangea News)

Buenos Aires – La cacciata del Citi Bank dalla piazza affari di Buenos Aires, decisa venerdì scorso proprio perché l’entità newyorchese stava facendo di tutto per lasciare il Paese, ha seminato il caos tra i titoli di stato argentini, il panico tra i risparmiatori (molti italiani, che attendevano entro martedì 31 marzo il pagamento degli interessi) e l’inventiva dei governanti locali. Per risolvere l’impiccio, l’esecutivo ha autorizzato gli agenti locali Caja de Valores e Nacion Fideicomisos a occuparsi del trasporto e del pagamento della cedola, un gesto che la controparte lussemburghese Clearstream sembra aver ritenuto sufficiente, autorizzando la quasi totalità dei bonifici, ma che ancora non basta per la collega Euroclear e che neppure coinvolge il grosso del malloppo, funzionante in dollari sotto legge USA o inglese.

L’accordo tra Citi e il cosiddetto “fondo avvoltoio” americano Nml Capital, che reclama all’Argentina un debito milionario dai tempi della crisi del 2001, era stato l’ultimo affronto tollerabile per la Casa Rosada. Se da un lato la banca Citi si vedeva così autorizzata a liquidare il versamento della precedente cedola che gli era stata girata dallo Stato argentino, ma era poi stata bloccata dal giudice Thomas Griesa, che la riteneva adatta a un sequestro per risarcire Nml (e gli altri hedgefund a cui ha riconosciuto una sentenza favorevole), dall’altro, l’istituto di credito veniva meno alle sue responsabilità operative entro i confini del Paese sudamericano, dal momento che ha firmato con Nml un accordo in cui rinunciava a futuri ricorsi giudiziari.

Questa stretta di mano, ha portato venerdì scorso il ministro dell’Economia argentino, Axel Kicilloff, a decidere l’espulsione di Citi dal territorio nazionale e alla ricerca di un sostituto che si occupasse di far arrivare il denaro ai titolari delle azioni, risparmiando all’Argentina una nuova notifica di default dalle agenzie di rating. Davanti a questa situazione poco chiara, gli agenti di pagamento europei Clearstream ed Euroclear avevano bloccato tutte le transazioni, in attesa di qualcuno che (parole del primo dette alla France Presse) «offrise le garanzie di sicurezza necessarie all’operazione».

Il governo argentino ha trovato quel qualcuno in Caja de Valores e Nacion Fideicomisos, rispettando (a suo esclusivo dire), gli impegni presi nei confronti dei creditori che hanno investito sul suo progetto nazionale. Secondo quando afferma il quotidiano economico controllato dal governo argentino Ambito Financiero, il primo ha pagato interessi per 16,3 milioni di dollari, corrispondenti ai Tango Bond in pesos, mentre Nacion Fideicomisos ne ha liquidati 146,5, provenienti dalla cedola delle obbligazioni emesse entro legislazione non argentina, e cioè americana e inglese.

«Il pagamento è stato effettuato normalmente», scrive Ambito, creando confusione sull’accezione del termine «normale» nella cultura argentina degli affari e la sua traduzione per il resto del mondo. «I proprietari di questi titoli», aggiunge poi il giornale in riferimento al prodotto battezzato “Par”, «potranno presentarsi alla sede di via 25 de mayo numero 300 a Buenos Aires, per ricevere il denaro che gli spetta sui propri conti correnti». Per chi non vive nella capitale, né ha voglia di farsi prendere in giro dal ministro Kicilloff, ultimo di una lunga seri di funzionari che insistono nel chiamare «risarcimento» una compensazione del 33% sull’investimento iniziale, l’unica alternativa è quella di contattare Clearstream ed andare a Parigi.

Per incassare qui i propri Tango Bond, bisognerà comunque accettare la loro conversione in obbligazioni funzionanti sotto legge argentina, altrimenti, si può attendere e fare causa. I 146 e rotti milioni di dollari versati dalla Banca Centrale di Buenos Aires a Nacion Fideicomisos (e funzionanti con legge americana e inglese), resteranno infatti congelati fino a una soluzione del contenzioso giudiziario internazionale.

9 Commenti

  1. gaetano scrive:

    SONO DETENTORE DI QUESTA OBBLIGAZIONE: XS0205537581 ARGENTINA PRESTITO PB 03/38 ( step up ) ACCETTANDO LA RISTRUTTURAZIONE DEL 2005.
    NON HO PIU’ AVUTO PAGATO LE CEDOLE DAL MESE DI SETTEMBRE 2014.
    GRADIREI RICEVERE CORTESEMENTE QUALCHE INFORMAZIONE AL RIGUARDO.
    CORDIALMENTE. (09/04/2015)

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  2. Massimo scrive:

    Stai tranquillo non sei solo; ho chiesto alla mia filiale Unicredito non ha saputo dirmi nulla

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    • Thea Elio scrive:

      Sono Elio anche io detentore di obbligazioni PAR 2038 Chiesto lumi Alla Cariparma Cresdit Agricole e alla UBI Banca Buio Assoluto.

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  3. Massimo scrive:

    Stai tranquillo non sei solo; ho chiesto alla mia filiale Unicredito non ha saputo dirmi nulla

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  4. Vally scrive:

    E come Voi e me ce ne sono a migliaia che attendono qualche buono novella ma…………………

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  5. mauro scrive:

    Per le cedole non ci conterei piu’,speriamo di salvare il capitale Bisognava rassegnarsi a vendere e accontentarsi .

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  6. Giovanni scrive:

    Non capisco la legge americana in base alla quale il giudice Thomas Griesa ha sequestrato le cedole a chi ha accettato il pagamento del 30% del credito per rimborsare per intero (al 100%) chi non ha accettato. Pare per la legge del “pari passu”. Qual’è la parità di trattamento nel rimborsare ad alcuni il 100% togliendo tutto a quelli che hanno accettato il 30%?

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    • Filippo Fiorini scrive:

      Griesa sequestra tutto ciò che può attribuire al governo argentino, per risarcire i fondi a cui ha riconosciuto la ragione nel reclamo. Non sequestra quello che appartiene ad istituzioni argentine legate allo stato, ma non amministrate dal potere esecutivo. Se i suoi sequestri danneggiano i destinatari del capitale (o del bene), in questo caso chi deve ricevere le cedole dei bond, a lui non compete, poiché ritiene che l’Argentina debba pagare entrambi. Nella sua interpretazione della legge, che naturalmente è opinabile, a lui spetta solo obbligare l’Argentina a pagare chi ha presentato reclamo presso il suo tribunale. Se ci sono altri danneggiati, devono a loro volta fare causa presso il foro competente.

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  7. Fausto scrive:

    Ricordo a tutti come ho imparato a mie spese che non si affidano i propri risparmi a chi non conosci ! E la banca è una persona che non conosci .e non conoscerai mai ! Saluti a tutti e speriamo di risolvere questo grosso casino .

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