Ansaldo perde un appalto da 400 milioni di euro in Uruguay

Vince l’argentina Electroingenieria, superando anche Hyundai. L’italiana si consola con un contratto in Korea, ma è 10 volte inferiore: solo 40 milioni e si avvicina la prospettiva di essere venduti ai tedeschi di Siemens

Vuoto: niente premio uruguiano per l'Ansaldo (foto: PangeaNews)

Vuoto: niente premio uruguiano per l'Ansaldo (foto: PangeaNews)

Sarà annunciata oggi la vittoria della società argentina Electroingenieria nella gara d’appalto per ampliare la centrale elettrica di Punta Tigre in Uruguay. Con un preventivo inferiore del 3,4% rispetto alla concorrenza, l’azienda che molti accusano di essere diventata grande grazie ai favori del governo di Cristina Fernandez de Kirchner, ha superato le offerte della coreana Hyundai, dell’italiana Ansaldo e della spagnola Cobra.

In tutto, Electroingenieria si sarebbe impegangata a realizzare l’ingrandimento produttivo della centrale, che potrà arrivare ad una capacità produttiva compresa tra i 380 e i 500 megawatt, per un costo di 423 milioni e 328 mila euro, ai quali andranno aggiunti quasi 12 milioni l’anno di manutenzione. La sezione per le grandi strutture elettriche di Hyundai, Hec, era riuscita a fare meglio in merito al preventivo totale, che si fermava 421 milioni 730 mila euro, ma poi sforava nella manutenzione, con 22 milioni 320 mila euro. Inoltre, la società argentina che è risultata vincitrice, installerà anche macchinari di marca Siemens, che la statale dell’elettricità uruguiana, Ute, considera di qualità superiore rispetto a quelli proposti da Hec.

Ansaldo resta così tagliata fuori da un appalto importantissimo, il cui volume generale da circa 400 milioni di euro non può certo essere compensato da quello dieci volte inferiore (proprio 40 milioni), appena vinto in Korea del Sud. La sconfitta, poi, non migliora le prospettive per evitare la sua imminente cessione da parte di Finmeccanica (che controlla il 55%), proprio alla tedesca Siemens, da cui Electroingenieria comprerà i macchinari per ingrandire Punta Tigre.

Addirittura, questo appalto che potrà considerarsi ufficialmente chiuso solo oggi, dopo l’annuncio da parte del consiglio d’amministrazione di Ute della vittoria degli argentini, era già stato disputato e vinto, almeno in forma preliminare, da Hec, che aveva offerto 374 milioni 600 mila euro. Tuttavia, una denuncia per falso in atto pubblico da parte dell’opposizione aveva portato le istituzioni a ripetere tutta la licitazione, arrivando oggi a distanza di circa due mesi, a ricevere prezzi molto più alti da parte di tutti i partecipanti. Giocando su questo differenziale, Ansaldo avrebbe potuto ribaltare il risultato che l’aveva già vista sconfitta sulla prima tornata, ma a quanto pare l’industria italiana fatica molto ad offrire prezzi competitivi contro la manodopera sudamericana. In questo, è stata peggio solo Cobra, del proprietario del Real Madrid, Florentino Perez, classificata quarta.

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