Un giorno coi morti, o del modo strambo in cui boliviani passano il 2 novembre FOTO

L’unico posto al mondo in cui vorrebbe trovarsi un boliviano ogni 2 novembre è il cimitero: nella loro cultura, le anime dei cari estinti gironzolano attorno alla tomba per tutto il giorno e, per evitare che soffrano e che facciano soffrire i cari ancora in vita, bisogna allietargli queste ore terrene con cibo, mususica, birra e foglie di coca

Wikipedia sostiene che il sincretismo sia “il tentativo di conciliare distinte dottrine”. Se così è, bisogna ammettere che i boliviani ci sono riusciti a pieno: figli di una cultura millenaria, che radica le sue origini nell’Asia e che si sviluppa poi nella forma andina con cui in parte la conosciamo ora, i popoli autoctoni degli altipiani e dei monti boliviani sono stati, come d’altra parte anche tutti i loro compaesani d’America, colonizzati dagli spagnoli.

Data la durezza di questa invasione e data invece la bendisposizione al diverso della loro cultura, il contatto ha generato innumerevoli sincretismi, cioè, la fusione tra i costumi, le tradizioni e le abituini. Il fatto che le donne boliviane, dette cholitas, portino i tessuti colorati delle Ande, per esempio, per trasportare sulla schiena i loro figli, e che al tempo stesso, portino anche un cappello a bombetta di tipo europeo, è uno di questi tanti esempi. Il fatto che trascorrano il 2 novembre, giorno dei morti e dei silenzi nelle nebbie europee, al cimitero, come se fosse una normale domenica al parco, è un altro sincretismo.

Precisamente, la tradizione vuole che il parente passato a miglior vita, porga visita alla famiglia scendendo su questo nostro mondo infelice dal mezzogiorno dell’1 al mezzogiorno del 2. Durante queste 24 ore, è doveroso accogliere il morto con tutti gli onori, organizzando un banchetto in casa. Dopo, bisogna accompagnarne il ritorno al cielo, passando con lui tutto quel che resta del giorno 2, attorniando la sua tomba.

Per rendere gradevole la permanenza, si offrono bevande tipiche dai sapori indimenticabili, ma forse non gradevoli, si offre quel che fu il piatto preferito del defunto quando era in vita, si offre birra comune e si offrono anche dei simpatici pani con forma umana che rappresentano lo stesso dipartito (quello più grande) e poi altri parenti estinti (quelli più piccoli). Ma non solo, ci sono anche delle scale a pioli fatte di pane, affinchè il morto possa ascendere al paradiso e poi qualche piccolo lama di pane, perchè a dorso di questo possa muoversi nel cielo. Un modo strano, ma allegrissimo e spensierato di vivere il concetto della morte.

 

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