Torna Mercedes Sosa, la “voce dell’America Latina”

La vita della cantante argentina diventa un documentario che prova a spiegare le ragioni che hanno fatto di questa artista la più amata del continente latino americano

La Negra:  Mercedes Sosa, la voce dell'America Latina (foto: la rete)

La Negra: Mercedes Sosa, la voce dell’America Latina (foto: la rete)

A quattro anni dalla morte, avvenuta nel 2009, torna a brillare la stella di una delle cantanti più amate dell’America Latina, Mercedes Sosa. Lo fa attraverso un documentario cui hanno preso parte tutti i maggiori artisti del continente, che ne ripercorre la vita e che si presenta al mondo con un titolo emblematico: “Mercedes Sosa, La voce del Latinoamerica”. Nato da un’idea dell’unico figlio dell’artista, Fabián Matus, il film ha un’impronta estremamente personale ed è il risultato di anni di ricerche tra gli archivi storici della televisione argentina e interviste a tutti coloro che l’hanno conosciuta.

Matus, che dirige la Fondazione dedicata alla madre, in occasione della presentazione del documentario, ha raccontato alla stampa che «il film abbiamo cominciato a girarlo pochi mesi dopo la scomparsa di mia madre, con l’idea di creare un’opera che ci permetta di diffondere la sua eredità e di mantenere vivo il suo lavoro». La censura, la persecuzione, il panico da palcoscenico, ma anche e soprattutto il grande contenuto sociale dei testi unito alla voce indimenticabile.
Il regista, Rodrigo Vila, ha spiegato che il materiale usato per girare arriva «dagli archivi televisivi di Svizzera, Germania, Brasile, Cile, Spagna e Cuba» oltre che, naturalmente, dell’Argentina. Matus e Vila hanno visionato oltre 7 mila foto e numerose interviste che la cantante aveva rilasciato nel corso della sua carriera, a partire dagli anni ’50, quando era arrivata al successo partendo dalla provincia di Tucumán dov’era nata, nel nord dell’Argentina.
Il documentario, come detto, mostra il lato più intimo della Sosa, dall’infanzia umile ai problemi col primo marito che la portarono ad eccedere con l’alcol. I duri anni dell’esilio, durante la dittatura argentina alla fine degli anni settanta, per scappare dalla Tripla A, il gruppo paramilitare attivo in quegli anni che l’aveva minacciata di morte per essere comunista. Ma l’aspetto in assoluto più interessante del film, forse, è che la narrazione di questi fatti viene resa direttamente dall’artista, la cui importanza a livello continentale si esprime con forza in una storica frase del  cantante Victor Heredia: «se si dovesse fare un ritratto dell’America Latina, il volto sarebbe quello di Mercedes».

Lascia un tuo commento