Rubata la prima edizione di Cent’Anni di Solitudine

Era una delle 8 mila copie stampate nel 1967 da Sudamericana. Ha «un valore inestimabile» per il suo proprietario, perché nella prima pagina c’è una dedica dello stesso Gabriel Garcia Marquez, morto il 17 aprile 2014

Furto d'autore: una prima edizione dei Cent'anni, uguale a quella rubata alla Fiera del Libro di Bogotà (foto: Corbis)

Furto d’autore: una prima edizione dei Cent’anni, uguale a quella rubata alla Fiera del Libro di Bogotà (foto: Corbis)

Buenos Aires – Due uomini di piantone, venti funzionari di ronda, varie telecamere di sicurezza, vetri blindati e serrature anti-scasso: il padiglione Macondo doveva essere uno dei più sicuri in assoluto della Feria del Libro di Bogotà, per questo il collezionista colombiano Alvaro Castillo ha accettato di prestare agli organizzatori una delle copie più pregiate al mondo di «Cent’Anni di Solitudine», in modo che il capolavoro con cui lo scrittore e suo connazionale Gabriel Garcia Marquez arrivò alla fama potesse essere esposto al pubblico. Qualcuno, però, aveva un piano ben congegnato e forse anche qualche contatto importante nella sicurezza, perché sabato è riuscito a rubarlo, senza nemmeno rompere la teca che lo proteggeva.

«Il suo valore è inestimabile e non può essere messo in vendita», ha detto brevemente alla stampa Castillo, di questo libro che fu stampato per la prima volta dalla casa editrice Sudamericana nel 1967, insieme ad altre 8 mila copie, che oggi hanno un valore di circa 10 mila euro l’una. Quello appena rubato, però, non è uno qualunque tra i pochi esemplari in circolazione. «Gabo» Marquez lo aveva infatti dedicato personalmente all’attuale proprietario, scrivendo nella prima pagina la frase: «Per Alvaro Castillo, ieri come oggi il pastore dei libri. Il suo amico Gabriel».

«Ci sono testimoni che raccontano di aver visto il libro una prima volta, ma di non averlo più ritrovato al suo posto quando, cinque minuti dopo, sono tornati per una seconda occhiata», racconta David Roa, libraio indipendente e responsabile della sicurezza. Secondo il suo racconto, sabato 2 maggio è stato uno dei giorni di maggior affluenza in assoluto alla fiera e i ladri hanno agito «in modo sorprendente, aprendo la teca e trafugando il libro insieme allo schermo che lo proteggeva».

Sebbene Castillo smentisca che un oggetto del genere possa essere rivenduto, è invece probabile che il furto sia stato realizzato su commissione, e sia già stato comprato da un altro collezionista. Il libraio aveva prestato alla fiera altri 31 libri e pare che i ladri avessero messo gli occhi anche su un’altra prima edizione del premio Nobel per la letteratura 1982: quella di «La Mala Ora», che però non sono riusciti a rubare a causa dei controlli diventati più intensi in seguito al primo colpo.

In tarda serata, Roa avrebbe poi ammesso che le telecamere a circuito chiuso del padiglione battezzato come il paesino delle Ande colombiane in cui è ambientato «Cent’Anni di Solitudine» non erano in funzione ed ha aggiunto che, «nonostante gli sforzi, arrivati a questo punto, non è molto ciò che possiamo fare».

Una versione di questo articolo è stata pubblicata su LaStampa.it

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