Perù: quel libro censurato che parla di Dittature e Ventennio fascista

In “Memorias de una dama”, il peruviano Santiago Roncagliolo racconta le memorie di una anziana milionaria di Santo Domingo dove sono evidenti gli intrecci dell’Italia fascista con i traffici di droga e alcune dittature latinoamericane. Gli eredi della presunta protagonista hanno avviato il boicottaggio per rendere il testo introvabile nelle librerie dell’America Latina e non pubblicabile da editori italiani…

Santiago Roncagliolo riceve il "premio Alfaguara", la stessa casa editrice che lo censurerà pochi anni dopo (foto: la rete)

Le dittature di Trujillo in Repubblica Dominicana e di Batista a Cuba, gli interessi di Cia, Fbi, Italia fascista e mafia in America centrale, raccontati attraverso le vicende di un’anziana ereditiera dominicana di origini italiane, figlia di un «piccolo Berlusconi dei Caraibi». È “Memorias de una dama” (Memorie di una signora), romanzo dello scrittore peruviano Santiago Roncagliolo (classe 1975) – uscito a marzo 2009 in Spagna – che non arriverà mai negli scaffali di molte librerie latinoamericane, e men che meno in Italia, perché la casa editrice iberica Alfaguara ha deciso che quel libro non si deve leggere.

La trama è semplice, ma di fiction ha ben poco: il protagonista è uno scrittore peruviano che vive a Madrid al confine tra legalità e clandestinità, cercando di aggirare le leggi spagnole sull’immigrazione. Quando sembra pronto a gettare la spugna e abbandonare il sogno del successo europeo, arriva la chiamata di Diana Minetti, anziana milionaria dominicana che vive a Parigi e vuole lasciare al mondo le proprie memorie. La storia che racconta non ha però alcun motivo di interesse ed è fatta esclusivamente di frivolezze, feste e cognomi altisonanti. Lo scrittore comincia a indagare e ne scopre una molto più interessante, in cui le vicende della famiglia Minetti si intrecciano con l’Italia del Ventennio, il traffico di droga di Cosa nostra e le dittature di Cuba e Repubblica Dominicana.

Il libro che il giovane scrive, in cui compaiono personaggi storici come Trujillo, Batista, Mussoini, il boss Lucky Luciano e Fidel Castro, non convince però del tutto Diana che non ci si riconosce ed è indecisa se darlo alle stampe o no. Chi non vuole assolutamente che il libro si legga sono invece i figli dell’ereditiera che anni prima, in combutta con lo zio, l’hanno derubata dell’eredità paterna e che, per una beffa del destino, si trovano a esserne gli eredi naturali e a dover decidere delle sorti di un volume da cui escono malissimo.

A causare tanti problemi al romanzo è il fatto che la storia assomiglia straordinariamente a quella di Nelia Barletta, figlia di Amadeo, faccendiere italiano che ha fatto fortuna nei Caraibi, console dell’Italia fascista a Santo Domingo, incarcerato ed esiliato per un attentato contro il dittatore Rafael Trujillo. Ma la storia del libro assomiglia molto anche a quella dello stesso Roncagliolo che nel 2001, 26enne e sconosciuto, era stato contattato proprio da Nelia Barletta per scrivere le sue memorie, raccolte in un libro chiamato “Lobos en el paraìso: memorias de Nelia Barletta de Cates” (Lupi nel paradiso: memorie di Nelia Barletta de Cates), la cui pubblicazione era stata proibita proprio dai figli di Nelia. Tutto come in Memorias de una dama, anche se Roncagliolo nella prima pagina ha la premura di avvertire il lettore che nei romanzi non si raccontano storie successe veramente, ma storie che sarebbero potute succedere e che persone o fatti esistiti realmente hanno un carattere esclusivamente simbolico.

La casa editrice Alfaguara, una delle più grandi del mondo, si rifiuta di parlare di censura e attribuisce la mancata distribuzione al fatto che nei tre Paesi in cui è stato pubblicato, Spagna, Perù e Messico, il romanzo non ha avuto le vendite sperate: in altre parole, è stato un flop. Misteriosamente, però, i responsabili dell’ufficio stampa della casa editrice dicono di «aver ricevuto l’ordine di non parlare di Roncagliolo». Forse perché il libro un disastro commerciale non è stato. Anzi, nella sola Spagna e senza pubblicità né promozione, “Memorias de una dama” ha venduto 20mila copie, facendo leva esclusivamente sul nome dell’autore. Ufficialmente, va detto, non verrà pubblicato solamente in Repubblica Dominicana, ma a cercarlo nelle librerie di Buenos Aires, Santiago o La Paz cambia l’accento ma non la risposta: «Non ce l’abbiamo e non possiamo ordinarlo perché non risulta nel catalogo. È sicuro che il titolo sia giusto?».

Secondo il giornalista Andrés Gomez Bravo del quotidiano cileno “La Tercera”, che afferma di aver avuto accesso al documento, la casa editrice Alfaguara, Roncagliolo e i due figli di Nelia Barletta – titolari del gruppo Ambar presente in molti paesi dei caraibi e in Venezuela – hanno firmato un accordo per cui la casa editrice e l’autore rinunciano a mettere in commercio il libro nei Paesi dove non è ancora uscito e alla riedizione in quelli dove è già arrivato negli scaffali delle librerie. Roncagliolo avrebbe inoltre rinunciato ai diritti sul libro così come alla riutilizzazione di personaggi, storie e situazioni presenti tanto in “Memorias de una dama”, quanto in “Lobos en el paraìso”. Cosa abbiano avuto in cambio autore ed editore non è dato saperlo. Hanno evitato forse di essere trascinati in tribunale da Miguel e Nelia Barletta? Potrebbe essere, ma Alfaguara e Roncagliolo rifiutano di rispondere a questa domanda.

Roncagliolo, che attualmente vive a Barcellona, dove collabora con il quotidiano “El País”, non ha confermato, ma neanche smentito la vicenda. Autore ironico e autoironico ha detto a Terra di non poter rispondere a nessuna delle domande, ma si augura che le stesse trovino risposta. Il suo disagio, però, lo scrittore lo aveva manifestato al quotidiano peruviano “El Comercio”, l’unica volta che ha accettato di parlare del libro. «Nessuno può impedirmi di immaginare situazioni verosimili», aveva detto confermando che qualche problemino di natura non commerciale ci fosse.

Sembra comunque strano che la casa editrice rinunci a pubblicare in molti Paesi un romanzo, che non ha nemmeno bisogno di traduzione, di una delle voci nuove della letteratura latinoamericana. Roncagliolo si è rivelato al grande pubblico con “Abril rojo” (Aprile rosso, romanzo ambientato nel Perù della guerriglia di Sendero luminoso e pubblicato in Italia da Garzanti con il titolo I delitti della settimana santa), che nel 2006 gli era valso proprio il premio Alfaguara. Anche perché al di là dello scarso successo di cui ha parlato l’editore, per avere una copia di “Memorias de una dama” nelle librerie di Città del Messico o Miami è necessario mettersi in lista. Nel frattempo anche a Santo Domingo le fotocopie del lavoro di Roncagliolo sono andate a ruba e sono state le più richieste sul mercato nero. Niente male per un flop.

Questo articolo è stato pubblicato su Terra, Quotidiano Ecologista.

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