<b>Meta! Galeria:</b> la spiaggia in cui dormono i coralli spaziali

C’è un posto piccolo e prezioso al 4972 di Cabrera, a Buenos Aires. È la galleria di Maria, Paula ed Enrico, un posto per vedere, comprare, fraintendere e interrogare l’arte. Se passerete di lì, un giovedì, un venerdì o un sabato sera, fatevi la domanda giusta e rispondetevi d’entrare.

«Che cosa vedi?», dice la più sveglia delle due ragazze che camminano a braccetto sul marciapiede. «Io ci vedo un cactus che medita». Hanno ignorato la casa in stile coloniale verniciata di fresco, che frattura le palazzine con balcone di Palermo Soho, e che porta in grembo Meta!, la galleria d’arte di Maria Bedoian, Paula Junca ed Enrico Fantoni. Hanno attraversato il profumo di thé e dolcetti, che i due avevano messo sul tavolo, per le visite del tardo pomeriggio, ma non sono rimaste indifferenti all’arte, comparsa sotto forma di un’illustrazione grande come un bambino e appoggiata un’attimo in strada per vedere l’effetto che fa.

Coral Galaxia, di Maria Bedoian, a Meta! Galeria (foto: Pangea News)

Coral Galaxia, di Maria Bedoian, a Meta! Galeria (foto: Pangea News)

«Una volta una signora è entrata e ha chiesto quanto tempo ci avessimo messo a raccogliere tutti questi fossili», dice Enrico, guardando lo spiegamento di sculture in gesso, che Maria ha fatto a mano, in decine di esemplari unici, e che poi ha disposto sul tavolo circolare, in una personale mappa astrale. Vien da ridere, ma in fondo che c’è di meglio di scambiar l’arte per la natura stessa? L’opera si chiama Coral Galaxia, e la potete vedere il giovedì e il venerdì dalle 18 alle 21, e il sabato dalle 16 alle 20. Ma state in guardia. I coralli dello spazio esterno sono mostri candidi. Hanno le forme dolci del cerchio e dell’ellisse, ma sono erosi da parassiti metodici e, a volte, i vermi fanno ancora capolino ai bordi delle stelle, dopo avergli sbranato i cuori.

Coral Galaxia, di Maria Bedoian, a Meta! Galeria (foto: Pangea News)

Coral Galaxia, di Maria Bedoian, a Meta! Galeria (foto: Pangea News)

Se vi siete lavati le mani e avete chiesto il permesso a Maria, li potete anche toccare, questi coralli. Ma non dite che l’avete letto qui. C’è n’è uno che sembra una miniera a cielo aperto sul suolo di Venere, dove i pionieri lisciavano le rocce vulcaniche per estrargli i ferri giusti a fare le astronavi. Altri sembrano un gruppo di sanguisughe, dio solo sa cresciute a scapito di chi. Tutto sta rinchiuso al 4972 di Cabrera: ordinato sul tavolo, appeso alle pareti e sulla bocca della gente che lo vede.

Coral Galaxia, di Maria Bedoian, a Meta! Galeria (foto: Pangea News)

Coral Galaxia, di Maria Bedoian, a Meta! Galeria (foto: Pangea News)

Prima di Coral Galaxia a Meta! C’era La rebelion de las cosas, la mostra fotografica di Enrico. In una delle foto più sensazionali si vedeva una lingua d’edera scavalcare un auto abbandonata, abbracciarla e tenersela stretta come una borsetta da signora. Bastava quella per capire il discorso di fondo di tutto il lavoro: una panchina che sfonda il cassone di legno in cui l’avevano rinchiusa. Un semaforo pedonale stremato sul pavimento. Un cane in gabbia sul davanzale della finestra: La ribellione delle cose.

Enrico Fantoni a Meta! Galeria (foto: Pangea News)

Enrico Fantoni a Meta! Galeria (foto: Pangea News)

«Abbiamo chiuso l’esposizione con una gran zuppa di lentichie generale – si ricorda Enrico – poi abbiamo fatto un’estrazione e un ragazzo si è portato a casa una delle foto. Era la sua preferita ed è stato contento». Il fatto che le foto non siano più esposte, non vuol dire che non ci siano più. È possibile che, se lo chiedete a Enrico, ve ne faccia vedere qualcuna e, magari, vi racconta anche dov’è accaduta. Ma anche qui vale la regola delle mani sporche: acqua in bocca, o finirete alla deriva nel cosmo.

Enrico Fantoni a Meta! Galeria (foto: Pangea News)

Maria Bedoian a Meta! Galeria (foto: Pangea News)

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