“Il Segreto di Julia”: i bassifondi di Managua a tempo di noir

Una ragazza uccisa da una raffica di kalashnikov, una città torrida e brulicante, un ispettore di polizia dal passato oscuro: sono gli ingredienti del giallo che Maurizio Campisi ha ambientato in Nicaragua e che da oggi potete trovare in libreria con Robin Edizioni.

Hervido duro: ovvero, l'hard boiled centroamericano della penna di Campisi. (foto: la rete)

Hervido duro: ovvero, l’hard boiled centroamericano della penna di Campisi. (foto: la rete)

Forse, se Philip Marlowe avesse lasciato Los Angeles per rifugiarsi in Centro América, avrebbe assunto le sembianze dell’ispettore Navarra: cupo e disincantato, nottambulo, mosso da un ragionevole interesse verso l’alcol e le donne.

Siamo a Managua, capitale del Nicaragua, a metà strada tra i produttori colombiani di cocaina e il Messico, ultimo intermediario prima di arrivare al più grande dei paesi consumatori, quegli Stati Uniti abituati a utilizzare l’istmo centroamericano come il cortile di casa: è nei bagni di sangue degli anni ’70 e ’80, fatti di rivoluzioni marxiste, contras e guerre civili, che affondano le loro radici le maras, le bande armate che oggi dilaniano Guatemala, El Salvador e Honduras senza però attecchire nei vicini Nicaragua, Costa Rica e Panamà.

Seguendo le indagini di Navarra ci immergiamo nelle viscere di una città caotica, stretta nella morsa dell’afa tropicale: il caso in questione è quello di Julia Terrubares, irrequieta figlia di uno degli uomini più ricchi del paese, crivellata da una raffica di AK-47 capace di spezzarne il tronco ma non di cancellarne la bellezza. I fantasmi del passato rivoluzionario di Navarra si intrecceranno con i segreti riguardanti l’assassinio della ragazza, mentre dietro le apparenze di un semplice omicidio su commissione cominceranno a emergere verità raccapriccianti.

Maurizio Campisi – nato a Rivoli nel ‘62, già collaboratore di Diario, Narcomafie e Peace Reporter e oggi dell’agenzia Pangea News e della Radio Tv Svizzera – vive in Costa Rica da oltre vent’anni, dove scrive, suona e insegna: in “Il segreto di Julia” (finora disponibile in e-book con Vanda publishing e dai ieri presente anche in libreria con Robin Edizioni) ci fornisce preziose istantanee del Centroamerica attuale, in bilico tra passato e presente.

Una su tutte, il Mercado Oriental di Managua, specchio del Nicaragua e delle sue tradizioni, «ricettacolo dell’umanità più varia, punto di partenza e di destinazione di tutti i traffici della capitale, legali e, più comunemente, illegali, (…) quattro chilometri quadrati di terra di nessuno, dove affari e venditori si definivano, dove tutte le congetture trovavano forma, una città nella città dove poter esaudire qualsiasi necessità».

Navarra vi si reca abitualmente per ricevere le soffiate dei suoi informatori, tra cui il “Chico Rayban”, ex poliziotto piccolo e rotondo finito a fare il tassista: un personaggio reale, che Campisi racconta di aver preso in prestito dalla quotidianità di quel mercato che conosce a fondo come lo stesso Navarra: «uno che ogni volta che andavamo in giro sul suo taxi telefonava di nascosto alla radio locale e chiedeva al deejay una canzone per “l’italiano che stava portando in giro”. Un gran tipo, simpatico, espansivo e cordiale. Fino a quando, appunto, mi aveva rivelato di essere un informatore della polizia».

Il segreto di Julia” è il primo romanzo di Campisi. Tra le sue pubblicazioni precedenti, “Centroamerica-Reportages”, “Sandino, il generale degli uomini liberi”, “La lucida follia di Sendero Luminoso – Rivoluzione e terrore sulle Ande peruviane” e il saggio “Pelle di serpente, lo sfruttamento infinito dell’America Latina e delle sue risorse” edito da Marco Valerio e pubblicato l’anno scorso in e-book da Editorial Intangible di Valencia. Come narratore, Maurizio ha scritto anche “Il mostro di Armendáriz”, disponibile in tutti i formati e-book, sui principali portali di distribuzione, e “Il Patto dei Gentiluomini”. Ecco dove trovarli.

Lascia un tuo commento