Fumetti: Supereroi bolivariani contro Batman & Co.

Nuovi giocattoli venezuelani, per sconfiggere l’individualismo dei predecessori yankee. Ma tanto tempo fa, gli eroi così buoni da essere considerati cattivi erano ribelli emarginati come loro. Forse faranno la pace

Sono giocattoli ispirati agli eroi della storia venezuelana quelli presentati lo scorso fine settimana a Caracas sotto il nome di ‘eroi bolivariani’. Ad ispirare i loro creatori è stata un’idea del presidente Hugo Chavez, che ha criticato i classici supereroi del fumetto statunitense come «simboli dell’impero» e «veleno per la mente». Il Venezuela, intento a costruire la propria sovranità energetica, alimentare e tecnologica, accarezza anche il sogno dell’autosufficienza culturale, pescando ancora dal capitolo numero uno del manuale per la creazione delle identità: esaltare i trascorsi mitici.
Il primo supereroe ad essere creato e’ stata la riproduzione del padre della patria venezuelano Francisco de Miranda, il quale appare con la lunga e canuta chioma che ricade alle spalle sull’uniforme blu dell’esercito indipendentista. Erano i tempi in cui l’abbigliamento dei militari ancora inseguiva il bello e non l’utile mimetico, ma Miranda non fece della divisa un mero fatto di prestigio. Con la sua rocambolesca esistenza, consumata a cavallo tra il settecento e l’ottocento, egli aprì il portale della libertà all’America del Sud. Dopo più di due secoli, «il primo venezuelano universale» ritorna armato fino ai denti: la pistola nella sinistra, per esportare la democrazia nei Paesi Bassi con l’esercito rivoluzionario francese. La spada nella destra, per assaltare i coloni statunitensi nella guerra d’indipendenza combattuta tra le fila dell’odiata corona di Madrid, ed il moschetto a tracolla, perché per cacciare gli spagnoli dalla Gran Colombia, il sogno panamericano d’indipendenza partito dall’attuale Venezuela, ci voleva il grosso calibro.
Secondo quanto dichiarato alla stampa da Angel Parra, uno dei due creatori dei supereroi bolivariani, i prossimi personaggi ad uscire non saranno da meno. Guaycaipuro, il cacique (capo tribale) indigeno che per primo si oppose allo sbarco dei conquistadores nel Cinquecento, alzerà nuovamente la sua ascia. Guaycaipuro fu un diplomatico ed un soldato dal pensiero olistico: fece una grande coalizione militare tra le tribù e vendette cara la terra agli invasori, costringendoli alla fuga dalla valle di Caracas in diverse occasioni e continuando ad attaccarli ogni volta che ritornavano moltiplicati.

Il pupazzetto di Francisco de Miranda (fonte: La Rete)

Il pupazzetto di Francisco de Miranda (fonte: La Rete)

In forza alle truppe della fantasia, arriverà anche Pedro Camejo, uno schiavo ribellatosi alla sottomissione per unirsi alla lotta di Simon Bolivar. Camejo impressionò il libertador per la sua prestanza fisica e per la genuina intelligenza incolta. La storiografia lo ricorda per la sua abilità nell’uso della lancia, che brandiva impavido mentre correva verso il nemico, guidando una carica di corpi seminudi che faceva accapponare le pelli protette dalle corazze forgiate a Toledo.
In merito all’iniziativa, Chavez ha detto: «È la battaglia contro Superman, contro Batman e Robin, contro tutto questo che avvelena le nostre menti e fin da bambini ci porta ad ammirare l’impero».
Sebbene appaia quasi fortuito il riferimento del presidente proprio ai due eroi simbolo della DC Comics, Superman e Batman, e non piuttosto ai corretti animaletti Disney o ai deformi Marvel, che potrebbero esser stati altri validi candidati alle critiche di Caracas, va riconosciuto che proprio costoro hanno avuto un ruolo interessante nel processo di irretimento mentale di massa a cui Chavez fa riferimento.
Batman e Robin hanno infatti una storia di ribellione meno guerreggiata e meno populista rispetto a quella dei loro nuovi antagonisti bolivariani, ma forse non meno coraggiosa. La celebre coppia rappresentò per anni l’idillio sottinteso di un amore gay, che l’anonimato della maschera non risparmiò dall’ostracismo eterosessualizzante che li colpì negli anni cinquanta. Lo psicologo e criminologo Fredrick Wertham, ai tempi molto rispettato dalla società Usa, vide in loro la diffusione del germe della perversione nelle menti di generazioni d’adolescenti, poi destinate nella sua diagnosi a torbide esistenze macchiate di crimini perversi. Con il libro Seduction of the innocent, in cui oltre a Batman e Robin, attaccava anche la lesbica sadomaso Wonder Woman, Wertham riuscì a convincere il congresso degli Stati Uniti ad emettere nel ’54 una normativa sui fumetti, che tentò di epurare le allusioni sordide dalle strisce e riportare l’uomo pipistrello sulla sponda benpensante dei gusti sessuali. La legge ed il moralismo non riuscirono a rubare a migliaia di gay il loro beniamino, ma lo portarono ad un percorso d’indipendizzazione da Robin, che culmina nel attuale figura di cavaliere oscuro tanto sfruttata dall’industria hollywoodiana e ben più coincidente con il veleno additato da Chavez.
Clark Kent, dal canto suo, non si sottrae dall’appartenenza ad un’altra minoranza discriminata. Il personaggio nacque nel 1938 da due disegnatori ebrei come simbolo del riscatto ideale del popolo eletto che stava entrando nell’episodio più nero delle sue millenarie sofferenze. Il suo nome kryptoniano, Kal-El, richiama una parola ebraica che significa messaggero del cielo ed i suoi bicipiti gonfi che tendono il costume azzurro sono l’immagine antitetica ai corpi scheletrici degli ebrei nei Lager. Anche in questo caso però, il messaggio di riscatto sociale originale si è trasformato col tempo in una riduzione ai minimi termini di bene e male, ripetuta fino allo sfinimento dal mondo dello spettacolo. Superman è individuo unico a cui i deboli devono protezione e salvezza, se decidesse di scoperchiare il malefico palazzo presidenziale di Miraflores o di abbattere il satellite venezuelano Simon Bolivar, lo farebbe probabilmente da solo, non si sognerebbe di chiedere aiuto a quell’effeminato di Batman, né Batman risponderebbe alle sue chiamate. A quanto pare, da oggi il valore della lotta di popolo si opporrà a all’individualismo manicheo privilegiato dai super poteri, che pure nacque anch’esso con intenti pacifici, ma il destino di questa nuova guerra di mondi, sarà fortunatamente deciso solo nelle innocue battaglie da cameretta che inscenano i bambini nei pomeriggi dopo la scuola.

Lascia un tuo commento