mercoledì 20 set 2017

Bolivia, il paese che sconfisse McDonald’s

Un documentario co-prodotto da Bolivia, Argentina e Venezuela racconta le ragioni che nel 2002 portarono la multinazionale americana degli hamburger, dopo solo cinque anni di permanenza, a chiudere i battenti nel paese

Fernando Martinez (fonte: la rete)

Fernando Martinez (fonte: la rete)

Con le sue 7 filiali nel piccolo Paraguay e passando per le 20 in Perù, le 97 in Colombia, le 192 in Argentina e le ben 480 in Brasile, non si può certo negare che McDonald’s sia entrato a far parte dei costumi culinari sudamericani. Ma c’è un paese dove nulla ha potuto contro il legame tra gli abitanti e la cucina locale: la Bolivia. Per questo motivo, nel 2002, il colosso dell’alimentazione low cost ha deciso di rinuciare e chiudere tutte le filiali nel paese.

Ma quali sono le motivazioni che hanno portato il Golia statunitense ad arrendersi al Davide boliviano? Le ragioni di questo fallimento vengono analizzate dal documetario “¿Por qué quebró McDonald´s en Bolivia?”(perché Mcdonald’s è fallito in Bolivia), una co-produzione tra Bolivia, Argentina e Venezuela diretta dal boliviano Fernando Martinez.

Le chiavi del fallimento, secondo il documentario, sono solo apparentemente economiche. Se è vero, infatti, che il menù economico di Mcdonald’s era di 25 pesos boliviani contro i 7 necessari all’epoca per ottenere un pranzo completo a La Paz, è anche vero che le gente comune, in Bolivia, vive un rapporto strettissimo con la propria terra e con la propria cucina, a loro volta legate indissolubilmente.

La seconda parte della pellicola è,quindi, soprattutto un viaggio nella cucina boliviana, dove la scomparsa della multinazionale dal mercato viene presentata come un evento semplicemente inevitabile. La prima del documentario è stata lo scorso febbraio al Festival del Cinema di Goteborg, in Svezia, e dopo diversi altri passaggi in concorsi in tutto il mondo, è stato recentenmente presentato in Bolivia.

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