mercoledì 15 ago 2018

Uruguay: nasce il primo club della Cannabis

300 dollari per iscriversi e poi una cinquantina di altri biglietti verdi al mese, per altrettanti grammi dello stesso colore: il primo cannabis club della legalizzazione uruguaya è uscito dall’ombra e deve già cercare una nuova sede: «Passeremo dall’avere 40 piante alle 99 consentite», si giustificano

Ganja alla carta: il club coltiva 99 piante di specie diverse di cannabis (foto: la rete)

Ganja alla carta: il club coltiva 99 piante di specie diverse di cannabis (foto: la rete)

L’Associazione Studi sulla Cannabis dell’Uruguay (Aecu) è finalmente legale. Ha militato nella clandestinità come un vero e proprio gruppo cospirativo per mesi. Ha coltivato piante in una località segreta, raggiungibile solo (lo dicono loro) «dal presidente, dal vicepresidente e dal giardiniere», e poi finalmente è uscita dall’ombra. L’Aecu è il primo club di amanti dell’Erba a chiedere l’iscrizione nei registri statali uruguaiani. Quelli che gli chiedono di avere almeno 15 membri, concedendogli in cambio di coltivare fino a 99 piante.

«Ma dovremo farlo nello stesso luogo in cui la ganja sarà distribuita – precisano i portavoce – per questo la prossima settimana firmeremo il contratto d’affito per una nuova sede del Club», che passerà dal mantenere 40 piante, alle 100 meno che gli permette la legge. Per arrivare a questo status di porra fan club legalmente riconosciuto, gli è stata chiesto di presentare un modulo presso il Ministero dell’Educazione e la Cultura, che li ha riconosciuti come “associazione civile”, poi, potranno rivolgersi all’Istituto di Regolamentazione e Controllo della Cannabis (Ircca), che però non è ancora definitivamente in funzione.

«Siamo in un limbo, ma siamo legali e siamo i primi», spiegano gli attivisti dello sballo tra cui, ci tengono a precisarlo, non esistono solo eruditi, spinti all’associativismo dall’interesse accademico per esplorare l’universo della cannabis, ma ci sono anche tanti malati che usano l’erba per alleviare le loro sofferenze. L’aspetto più duro, nonostante il senso di libertà derivante dalla legalizzazione, riguarda soprattutto i costi.

Per entrare a far parte dell’Aecu Club, bisognerà pagare 300 dollari di immatricolazione. Lo richiede la legge, non il club, a cui poi bisognerà versare, sempre secondo norma, una retta mensile compresa tra i 50 e i 60 dollari. «Il problema principale è la quota d’iscrizione – ha detto la presidente dell’Aecu al quotidiano di Montevideo El Pais, che l’ha intervistata – poi per la retta ci si mette a posto. Se pensi che oggi per comprare 40 grammi di marijuana al mercato nero, devi pagare quasi il triplo».

L’alternativa per i cittadini uruguaiani e gli stranieri residenti al diventare membro di una di queste associazioni, resta quella di mettere in piedi la propria coltivazione personale, che potrà essere fatta di sei piante o una produzione di 480 grammi, oppure, quella di iscriversi ai registri dei tossicofili e comprare in farmacia fino a 40 grammi d’erba al mese, il cui prezzo, ormai è noto, sarà di circa 1 dollaro al grammo.

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