Urbana TV: un’emittente da favela

Intervista a Juan Cruz, direttore della televisione della baraccopoli Villa 31

Juan Cruz negli studi di Urbana (foto: Filippo Fiorini/Pangea News)

Juan Cruz negli studi di Urbana (foto: Filippo Fiorini/Pangea News)

È l’una di pomeriggio e Buenos Aires è in piena prova generale d’apocalisse: al porto, un incidente chimico con un container di diserbante ha portato all’evacquazione di tutto il centro finanziario, mentre, nei quartieri nord la pioggia ha trasformato le strade in fiumi e le utilitarie se ne vanno sole dal parcheggio. Intanto, nella baraccopoli Villa 31, a circa 500 metri dal container in suppurazione, tutto è tranquillo. Due uomini mandano avanti una minuscola televisione che irrora la sua placida programmazione su tutto quel disordine di casupole di mattoni bagnate e zitte.

Che film state passando, Juan?

«Prince of Persia».

È pirata?

«Ovvio».

Juan Cruz ha 56 anni. Urbana TV, il canale televisivo che ha fondato, ha un solo studio, ma una delle pareti è blu, mentre l’altra è arancione, così se giri le telecamere sembra che siano due studi diversi.

Come ti è venuto in mente di fare una TV?

«Io volevo solo distribuire il segnale della TV via cavo nella villa, allora ho presentato richiesta a Multicanal (la pay per view di Clarin), ma non ci volevano dare ascolto. Sono passati quasi 4 anni, con i miei soci avevamo già in mano la denuncia alla Difesa del Popolo. Ci sentivamo discriminati, tutta la città aveva la TV via cavo, meno noi. Poi ci hanno chiamato. Ci hanno ricevuto due importanti manager. La proposta gli era piaciuta e abbiamo iniziato a vendere il segnale nella villa. Di lì a poco però le cose sono cambiate: si sono accorti che l’affare era buono e hanno voluto cambiare le carte in tavola, darci meno soldi, così li ho salutati».

E poi?

«E poi abbiamo continuato per conto nostro, con la cooperativa che ho con altri 4 soci».

Ma il segnale lo continuate a prendere da Multicanal?

«Si, siamo allacciati. Col passare degli anni, poi, ci è venuta l’idea di fare una TV in chiaro. Volevamo fare qualcosa di utile al quartiere, non intendevamo guadagnarci sopra».

Che anno era?

«Il 2009. Poco a poco abbiamo iniziato a comprare gli apparecchi. Le antenne, il mixer. Qualcuno ha portato una televisione, un computer, le luci».

Ma eravate militanti politici o semplici privati?

«Io sono sempre stato militante politico».

Di che partito?

«Peronista. Mio padre era peronista, sentiva che Peron ed Evita avevano fatto molto per aiutare la famiglia e io sento lo stesso per Nestor Kirchner e Cristina (attuale presidente)»

E la TV, che programmi trasmette?

«Musica alla mattina, notizie a mezzogiorno e all’ora di cena, cartoni animati nel pomeriggio e film la sera».

Ma i cartoni e i film da dove li prendete?

«Sono in DVD o dalla pay per view»

Cioè, nella villa vedete i film in anteprima rispetto al resto del paese?

«Si,si (ride) esatto».

Avete anche dei programmi propri?

«Si, dei servizi sull’urbanizzazione della villa. Comizi politici. Trasmettiano la messa, due ore dopo la funzione. Ci sono molte signore che vorrebbero andare, ma non riescono perche le viuzze sono tutte sconnesse».

Ci sono anche molte chiese evangeliche.

«Si, trasmettiamo anche le loro funzioni».

E il calcio? C’è un campionato nella villa.

«Mandiamo le partite dei piccoli, ma poca roba».

Quante squadre ci sono nel campionato dei grandi?

«34 nel campionato che giocano in piazza».

Perchè le loro partite non le trasmettete?

«Eh, c’è un problema con le scommesse».

C’è un giro di scomesse?

«Si,si, tutto si mantiene con le scommesse e non vogliono che filmiamo».

Fino a che distanza tirate con Urbana??

«Arriviamo fino a San Telmo, saranno 2,5/3 km, ma siamo dentro una conca e non è facile».

Comunque alla Casa Rosada ci arrivate..

«Si, andiamo anche oltre».

E avete idea di quanti ascoltatori vi seguano?

«Guarda, con la cooperativa della Tv via cavo abbiamo 1.000 abbonati, poi ci sono almeno 2000 allacciamenti illegali, quindi, siamo a 3.000. Quelli che ci vedono in chiaro credo che siano altrettanti, quindi in tutto saranno 6 mila ascoltatori».

E quanto riuscite a guadagnarci?

«Niente, neanche un soldo. È tutto per passione».

Usate la coop del via cavo per finanziarvi l’infrastruttura?

«Si, esatto, ma Urbana non genera movimento».

Avete provato a vendere qualche spazio pubblicitario?

Si, ma le istituzioni ci danno gli spot ma non pagano lo spazio, mentre i negozianti della villa non credono che gli convenga fare pubblicità.

Da quando hai creato Urbana TV, è cambiata la tua immagine nella Villa? Sei diventato una figura rispettata?

No, a dire il vero è successo il contrario, molti mi invidiano perchè credono che io sia diventato ricco, ma qui non ci guadagnamo niente, lavoriamo tutta la settimana e basta. Comunque, molta gente ci rigrazia. Ivitiamo anche i ragazzini in studio che vogliono imparare a fare TV, si divertono molto.

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