Perú: Rapiti 7 dipendenti di una multinazionale italo-argentina

Il gesto è stato rivendicato da Sendero Luminoso. Chiesti a Lima 10 milioni di dollari, inviati invece 1.500 soldati

Un giovane guerrigliero di Sendero Luminoso (foto: la rete)

Un giovane guerrigliero di Sendero Luminoso (foto: la rete)

Lo si credeva sconfitto, annichilito, scomparso e poi solo dedicato ad azioni minuscole e sporadiche, invece, il gruppo maoista Sendero Luminoso non è affatto disposto al ruolo da biblioteca che gli hanno riservato gli storici negli ultimi anni: nella notte di lunedì, 30 dipendenti della societá italo-argentina Techint sono stati rapiti nella zona gasifera del Perù di Camisea, 24 ore dopo, 23 di loro venivano rimessi in libertá, mentre 7 trattenuti in prigionia.

Il gruppo dei sequestratori ha chiesto un riscatto da 10 milioni di dollari in cambio della liberazione totale dei dipendenti di Techint, ma il governo di Ollanta Humala, alla testa di uno Stato che combatte frontalmente Sendero Luminoso da circa 52 anni, ha rifiutato in toto la proposta, mobilitando la bellezza di 1.500 soldati e inviandoli a Camisea, dove è giá stato dichiarato lo stato di emergenza.

Vista la liberazione di 30 dei sequestrati, dovuta probabilmente al fatto di essere semplici operai e quindi appartenti alla classe sociale di cui il gruppo dovrebbe fare gli interessi, assieme a quella contadina, gli inquirenti hanno espresso ottimismo in merito alla prospettiva di poter trovare il nascondiglio dei sequestratori, il quale tuttavia resta sconosciuto.

Secondo quanto dichiarato alla stampa dal governatore dello Stato di Cuzco, Roberto Rojas Oviedo, il sequestro è avvenuto alle 4:00 del mattino, nella localitá di Kepashiato. Ad attaccare il cantiere di Techint, che in questa zona opera attraverso la controllata Consorcio Camisea sarebbero stati una trentina di uomini armati.

Il gesto di Sendero Luminoso va oltre il semplice attacco al potere delle multinazionali nel territorio peruviano, costituendosi probabilmente anche come una rappresaglia per l’arresto del leader Florindo Eleuterio Flores Hala, detto camarada Artemio, avvenuto in febbraio per mano delle forze dell’ordine di Lima e descritto come il colpo di grazia ad una banda ormai lontana dai discutibili fasti del passato, quando era stata in grado di gettare l’intero paese nel terrore e di diventare mondialmente famigerata per la sua violenza indiscriminata, anche contro i ceti piú umili.

 

 

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