Perù: 3 morti e 32 feriti durante la protesta dei minatori

Tre morti e 32 feriti è il bilancio provvisorio dello scontro tra polizia e minatori durante una protesta di questi ultimi nella regione di Madre de Dios, al confine con Bolivia e Brasile. I manifestanti chiedevano al Governo di Ollanta Humala di annullare dei decreti emessi recentemente che proibiscono l’attività “informale” – ossia in subappalto – e che secondo gli esperti starebbe contaminando la zona amazzonica.

«Ci sono tre morti, un lavoratore del mercato e due minatori, secondo l’ultimo rapporto» ha dichiarato il rappresentante dell’ufficio del Difensore Civico del paese di Madre de Dios, Guimo Loaiza, che poco prima aveva affermato come una delle vittime fosse morta a causa di un proiettile partito, sembra, durante gli scontri tra minatori e polizia. Il triste epilogo della protesta potrebbe colpire duramente il presidente peruviano, che si sta sforzando di ridurre i numerosi conflitti sociali nel Paese. Con questi ultimi avvenimenti sale a 4 il numero di vittime registrato nelle proteste sociali in Perù da quando Ollanta Humala è entrato in carica.

Il settore minerario è uno dei principali per l’economia del Perù, secondo produttore mondiale di rame e zinco e sesto di oro. La regione di Madre de Dios produce circa 19 milioni di grammi fini d’oro all’anno, che equivalgono al 10-15% della produzione totale del prezioso metallo in Perù.

Humala deve fare i conti con più di 200 conflitti sociali ancora aperti nel paese, la maggior parte legata a progetti minerari ed energentici e che hanno causato circa 100 morti durante la gestione del presidente anteriore Alan García.

 

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