Paraguay: la guerriglia sorprende il nuovo presidente

A pochi giorni dall’ingresso in carica di Horacio Cartes, l’Esercito Paraguaiano del Popolo torna a colpire: cinque morti in un latifondo brasiliano, nel povero nord de Paese. Il ministro della Difesa dice: «L’esercito è pronto a combattere»

Guerriglia: l'Epp è tornato ad attaccare (foto: la rete)

Guerriglia: l’Epp è tornato ad attaccare (foto: la rete)

Dodici uomini in uniforme mimetica hanno attaccato nella notte di sabato il fondo di Kororò, territorio paraguaiano di proprietà brasiliana, come gran parte degli estensi dintorni, resi produttivi dai ricchi coloni del paese vicino. Sono passati due giorni dall’inizio del mandato presidenziale di cinque anni per il nuovo capo dello Stato Horacio Cartes e l’Esercito Paraguaiano del Popolo è tornato a colpire. È entrato nella fattoria, ha catturato gli uomini della sicurezza, gli ha messi in ginocchio e li ha giustiziati. 5 colpi alla nunca, uno per ogni capanga ed uno anche per il capataz.

Poi è arrivata la polizia e il gruppo ha attaccato anche quella. Un sottuficiale di 26anni è rimasto ferito. Questa, a tre giorni di distanza dai fatti è la versione ufficiale diffusa dal governo appena salito in carica, senza troppa cura di chiarire come si è stabilito che gli aggressori erano 12, se non ci sono sopravvissuti alla fattoria. Oppure, come si è stabilito che ad attaccare sia stato proprio l’Epp, se non ci sono per il momento state rivendicazioni.

L’Esercito Paraguaiano del Popolo non è una forza nuova nel Paese. Quella che si presume abbia agito nel fine settimana, è già la seconda generazione di guerriglieri che, muovendosi tra le zone grigie del comunismo armato, della teologia della liberazione e del brigantaggio, lotta formalmente per il riscatto dalla fonda povertà in cui sono ancora immerse le campagne guaranì. O meglio, i contadini guaranì, perchè le campagne sono già entrate nell’Olimpo globale che produce soia grazie agli investimenti dei coloni brasiliani, i cosiddetti brasiguayos.

Dopo che il governo Lugo è stato ripetutamente accusato di essere stato troppo permissivo con l’Epp, con il quale ha addirittura un sottofondo di affinità ideologica, ora il governo Cartes promette il pugno di ferro: «Questi banditi non dettano la mia agenda», ha detto il presidente, mentre da destra il ministro della Difesa faceva sapere che «l’esercito è pronto ad intervenire contro la minaccia della guerriglia».

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