Paraguay: Caccia al tesoro narcos, la mafia spara sugli indios

I narcos hanno perso 2 milioni di dollari in contanti e credono che ce li abbia una tribù della giungla paraguaiana. Per riaverli ne hanno già ammazzato uno e ferito gravemente un secondo.

«Fuori i soldi o vi ammazziamo tutti, sappiamo che ce li avete voi». Se lo sono sentiti dire questa mattina alle 6:30 circa gli indios di un luogo sperduto sul confine boschivo tra il Paraguay ed il Brasile, chiamato paradossalmente Oro Verde, come il dono che gli è caduto dal cielo due mesi fa e che ora lo sta condannando a morte.

Dopo le parole sono stati gli spari. Facevano sul serio quei 19 uomini armati con pistole e fucili, calati con le luci del giorno sulla tribù abituata ad un’esistenza semi-isolata. Di lì a poco, il ventiduenne Sinecio Silva Quevedo arrivava morto all’ospedale della cittadina di Bella Vista, a 45 km dal villaggio, e con lui arrivava anche il fratello Ronaldo,  vivo per miracolo, dopo aver perso molto sangue dalla gamba crivellata di colpi, che gli sarà amputata al pronto soccorso.

Cosa c’entra una tribù isolata dal mondo con una sparatoria dalle tinte mafiose? Se fosse stato per loro, probabilmente non c’entrerebbe nulla, ma il 23 settembre la sventura è piovuta dal cielo vestita da buona novella: un Cessna con un solo uomo a bordo precipitava sulla terra che abitano e che si stende folta di vegetazione sotto una delle tratte più battute dal narcotraffico Sudamericano. Il pilota, sopravviveva all’atterraggio di fortuna (soprattutto sua) e, nonostante fosse ferito, chiedeva di non essere portato nè in ospedale, nè dalla polizia, ma solo di potersene andare quanto prima. Assecondandone la volontà, gli indios lo aiutavano a raggiungere la strada asfaltata piu vicina e per questa lo vedevano sparire.

Sul luogo dell’incidente, intanto, restava il relitto del piccolo aereo con all’interno la bellezza di 1 milione 820 mila dollari, frutto a quanto pare della vendita di un grosso carico di droga. L’oro verde era caduto sulle terre d’Oro Verde. Da quel giorno, molti uomini avrebbero inziato a cercare freneticamente il tesoro, brancolando nel buio fino a scoprire che nelle ultime settimane un gruppo di indigeni solitamente restio alle cose moderne era stato visto spendere piccole quantità di valuta americana nei di dintorni di Bella Vista.

Secondo le ricostruzioni della stampa locale, questa mattina gli indios non sarebbero stati in possesso dei 2 milioni. Difficile stabilire il motivo, se è vero che li hanno trovati, sembra impossibile pensare che li abbiano già spesi tutti. Forse li hanno semplicemente nascosti, oppure, qualcun’altro, magari qualcuno che ha che vedere con il pilota ferito, è passato a battere cassa prima del gruppo di stamattina.

Stando alle testimonianze rese dopo la tragedia, gli autoctoni avrebbero anche riconosciuto uno dei loro attaccanti: sarebbe l’ex sindaco conservatore di Bella Vista, Julio Rojas, accompagnato da un concittadino, chiamato Ronaldo Ortega.

I due sarebbero già stati chiamati a deporre dalla polizia, ma la legge del Paraguay del nord non èun esempio d’inflessibilità per gli uomini di potere. Certo, dal di fuori si può fare un ipotesi: è difficile che questi facciano parte della banda narcos che ha perso il tesoro, sennò, come abitanti di Bella Vista avrebbero impiegato meno tempo ad arrivare agli indios, piuttosto, potrebbero esserne solo gli informatori, forse, ma si tratta sempre di congetture, con una provvigione per il ritrovamento.

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