Narcos: la Regina del Pacifico si dice innocente, rischia l’ergastolo

Protagonista di una storia fiabesca, antieroina dell’immaginario popolare e prigioniera degli Stati Unititi, Sandra Avila Beltran si difenderà fino all’ultimo davanti all’accusa di essere stata una delle più grandi capomafia del Messico

Orrizzonte: la Regina guarda al futuro e nega l'evidenza (foto: BlogdelNarco)

Orrizzonte: la Regina guarda al futuro e nega l'evidenza (foto: BlogdelNarco)

È la regina dolce di un mondo governato dagli spari e dai denari. Una gemma dal verso lucente e dal verso opaco. Mito di cantori popolari, cari ai banditi e nemici degli sbirri. Trofeo della lotta alla droga ed oppio del popolo che la ama: Sandra Avila Beltran, anche nota come la Regina del Pacifico, è da 5 anni in carcere con l’accusa di essere una delle principali narcotrafficanti del Messico, ma lei, bellissima e carismatica, si è dichiarata innocente nell’udienza di ieri, disposta a negare anche l’evidenza, con la stessa faccia tosta con si è seduta sul trono di un regno per soli uomini.

Si gioca per un minimo di 10 anni, fino a un massimo dell’ergastolo, in quel tribunale di Miami in cui la Regina siede al banco degli imputati. Come già accadde ad Al Capone e come spesso accade ai grandi campi mafia, la si accusa di un reato minimo, che valga anche per tutti gli altri: aver importato negli Stati Uniti d’America, precisamente a Chicago, 100 kg di cocaina. Una robetta che non fa onore alla Regina, che quando fu arrestata per la prima volta in Messico stava smerciando 9 tonnellate in barca.

Nata ricca in una famiglia di narcotrafficanti dello stato di Sinaloa, crebbe tra i narcotrafficanti fino a diventarne il capo. Sposò due volte due capi di polizia, entrambi morti di sonno indotto dalla stessa medicina: una pugnalata in piena schiena. Le sue gesta sono cantate in un film e musicate in vari narco corridos, la colonna sonora delle scorribande armate del Messico violento. Uno, scritto dai famosi Tigres del Norte, la chima Regina delle regine.

Fu arrestata in Messico in circostanze strane: usci sola per incontrare 2 persone al Vip, un postaccio nella zona sud di Città del Messico. Parlò con quest’uomo e questa donna per ore, presentandosi con un falso nome. Gli sbirri le stavano addosso e la presero all’uscita. Lei non ci credeva: era convinta che fossero quelli di un cartello rivale venuti per ammazzarla. Invece l’attendevano mesi di prigione e poi l’estradizione negli USA, cioè quella che un capo narco considera la sua peggior fine.

Dal momento in cui gli misero le manette, la Regina ha sempre negato qualsiasi legame con l’impero che ha creato e che l’ha resa ricca e potente. Ieri ha ribadito la sua innocenza, protestando attraverso il suo avvocato contro diverse irregolarità commesse nel suo giudizio. L’America non ha molta pietà per i suoi ex soci in affari, ma con Sandra Avila Beltran, 51enne, avrà filo da torcere: bisogna sempre temere le donne che si impongono sul mondo degli uomini cattivi.

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