Narcos: arrestato El Loco Barrera. Cade il più grande, finisce un’era

Daniel Barrera Barrera, meglio noto come “Il Matto”, è stato arrestato ieri sera in Venezuela. Era il narcotrafficante più cercato al mondo e per prenderlo ci sono voluti 22 anni, la Cia, l’MI5, i servizi colombiani e quelli di Chavez: finisce l’era dei capi colombiani, inizia quella dei messicani

Braccialetti: dopo vent'anni, Barrera sembrava imprendibile (foto: Filippo Fiorini/Pangea News)

Braccialetti: dopo vent’anni, Barrera sembrava imprendibile (foto: Filippo Fiorini/Pangea News)

È stato arrestato in una strada di San Cristobal, una cittadina venezuelana al confine con la Colombia, mentre faceva una telefonata da una cabina pubblica, come uno che non ha neanche un cellulare, oppure, come uno che non deve fare errori per non farsi rintracciare. Questa volta però non è bastata l’astuzia al Loco Barrera, solo qualche minuto dopo il suo arresto, la più alta carica della polizia colombiana, il generale José Roberto León Riaño, andava in diretta TV e diceva: «Abbiamo catturato l’ultimo dei grandi capi del narcotraffico e delle bande criminali, abbiamo mantenuto la promessa fatta ai colombiani: abbiamo Barrera».

Secondo le parole dello stesso Leon, poi ribadite e precisate di lì a poco niente meno che dal presidente della Colombia, Juan Manuel Santos, l’operazione di cattura è durata due settimane: «Un contatto», com’è stato definito, partito dall’Inghilterra, passato per gli Stati Uniti e terminato nel Venezuela bolivariano di Hugo Chavez: tutte le polizie ed i servizi segreti di questi paesi hanno cooperato, sotto gli ordini della forza pubblica colombiana, per arrestare colui che dopo Pablo Escobar e dopo la fine di quell’epoca di Medellin era diventato il re della coca colombiana.

La storia di Barrera è dipinta di calce e mito, per tappare i buchi che i dossier di polizia non sono mai riusciti a riempire fino ad oggi e per coprire i morti lasciati sul cammino: il giovane Daniel entrò nel giro della droga quando fu invitato a vivere in una zona selvaggia della Colombia dal fratello maggiore Omar, dove imparò il mestiere di cuoco, ovvero ciò che nel gergo del narcotraffico indica un chimico praticone in grado di trasformare le foglie di coca in cloridrato di coca, più comunemente noto come cocaina.

Dopo qualche anno, l’uccisione di Omar da parte di una banda concorrente fu il casus belli che diede al futuro Loco Barrera l’opportunità per dimostrare la propria durezza: giurò di vendicarne la morte e in breve tempo riuscì a fare fuori i concorrenti che avevano attaccato la sua famiglia. Tuttavia, il salto di qualità, da piccolo produttore a grande narcotrafficante lo fece quando entrò a far parte dei gruppi paramilitari di ultra destra Auc (Autodefensas Unidas de Colombia), nei quali andò ad assumere il ruolo di negoziatore con la loro presunta nemesi: la guerriglia comunista delle Farc (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia).

El Loco andava in montagna ad incontrarsi con i capi delle Farc, da cui comprava la coca che poi le Auc lavoravano e vendevano al resto del mondo, realizzando un utile enorme rispetto ai guadagni dei comunisti isolati e meno potenti. Daniel Il Matto fu arrestato per la prima volta in Colombia nell’anno 1990, ma in meno di 12 mesi e probabilmente grazie ai contatti con le autorità politiche, riuscì a scappare e dileguarsi. Da allora e fino a ieri non è mai più tornato in carcere. Sul modo in cui ci sia riuscito, si sprecano le congetture: gli si attribuiscono diverse chirurgie estetiche, i cui risultati sarebbero visibili nelle tre foto con cui la polizia lo ha identificato nel corso degli anni.

Oltre ai connotati, Barrera avrebbe poi anche ridotto anche la sua massa grassa, sottoponendosi a liposuzioni che ne cambiavano il profilo. Un’altra risorsa della sua vita in fuga, sarebbe stato il fratello minore e disabile Arnoldo Barrera, del quale avrebbe usato l’identità a proprio comodo e addirittura anche le impronte digitali. La furbizia, la stessa che gli è mancata ieri, comunque, sarebbe assieme alla spregiudicatezza una delle caratteristiche vincenti di Daniel Barrera Barrera, che finito anche in carcere per un breve periodo tra il 1990 e il 2012, ma riuscendo a farsi passare per il cugino.

Con l’arresto di ieri, il governo colombiano mette a segno un altro importante colpo demagocico per quella che è la sua politica di aggressione al traffico di droga ed ai gruppi armati paramilitari. L’arresto del Loco Barrera non è però solo un fatto importante in questo senso, ma è anche un segno dei tempi: i tempi in cui i famosi nomi del narcotraffico colombiano scompaiono, presi dalla morte dalle polizie e invece risuonano sempre più spesso, fino alla notorietà globale, quelli dei narcos messicani: El Chapo Guzman, los Zetas, El Comandante Diablo, El Cartel del Golfo e gli altri maledetti di questo mondo.

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