Lo strano caso dell’americano fuggito da Palmasola dopo l’incontro con Sean Penn

Il carcere di Palmasola è stato teatro a fine 2013 di una vicenda ancora misteriosa. Un americano apparentemente innocente e stremato, Sean Penn in visita umanitaria e una fuga da cinema.

Sebbene Papa Francesco diventerà presto la personalità più illustre ad aver mai messo piede nel carcere boliviano di Palmasola, questa prigione controllata dai suoi detenuti può già vantare la visita di un’altra celebrità. Nel 2012, infatti, l’attore americano Sean Penn arrivò nel Paese in veste di attivista dei diritti umani, per sincerarsi delle condizioni di un connazionale, finito dentro con deboli accuse di riciclaggio e che di lì a poco sarebbe misteriosamente evaso.

Jacob Ostreicher è un imprenditore ebreo nato a Brooklyn, il cui peggior affare è stato quello di investire in una piantagione di riso boliviana. Poco dopo l’inizio dell’attività, Ostreicher cominciò a sospettare che la sua socia in loco lo stesse derubando e, quando andò a controllare di persona, fu imputato di riciclaggio e mandato a Palmasola senza processo.

Dopo 18 mesi di carcere, l’incontro con Sean Penn segnò una svolta. L’attore fece leva sull’amico e presidente Evo Morales, ottenendo gli arresti domiciliari per Jacob. Poche settimane dopo, però, questi eluse la custodia e tornò in America. All’aeroporto, trovò Penn ad aspettarlo, che lo accolse anche nella sua villa, perché potesse elaborare un trauma che non ha ancora del tutto superato.

In un episodio poco chiaro, i boliviani sostengono che Ostreicher sia scappato in Perù attraverso il lago Titikaka e di qui sia tornato a casa. Tra le ipotesi in gioco, c’è n’è una che nessuna delle parti può riconoscere, senza confessare anche di aver infranto la legge, e cioè che qualcuno abbia pagato la polizia per chiudere un occhio. In quanto a Sean Penn, quando gli chiesero perché avesse preso a cuore la vicenda di Ostreicher, rispose: «Che dire, mi è simpatico».

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