Incredibile: protesta dei contrabbandieri uruguaiani

Le barriere commerciali continuano ad essere motivo di discordia per i popoli fratelli del Rio de la Plata: dopo infinite proteste in sede internazionale, editoriali al fulmicotone e un fuori-onda imbarazzantissimo di Mujica, ora, anche il crimine organizzato dice: «Basta!»

Un vecchio contrabbandiere al sole (foto: la rete)

Un vecchio contrabbandiere al sole (foto: la rete)

Paese storicamente pacifico, diviso (poco) da fazioni che oggi sono poi quasi sempre ragionevoli, l’Uruguay è stato ieri teatro di una manifestazione di protesta a dir poco sorprendente, visto che a realizzarla è stata una categoria del lavoro che non dovrebbe avere grande interesse a mettersi in mostra e, forse, non dovrebbe nemmeno avere diritto a reclamare migliori condizioni normative, dato che è illegale.

Eppure, sembra proprio che non ci sia limite alla sfacciataggine; alcuni trafficanti locali, infatti, solitamente dediti al contrabbando di mercanzie di piccolo taglio, hanno temporaneamente sospeso le loro attività per organizzare uno sciopero con marcia pubblica, contro le restrizioni applicate dal Governo alle importazioni dall’Argentina. A renderlo noto sono state fonti ufficiali uruguayane, spiegando che i contrabbandieri si sono riuniti per manifestare contro la cosiddetta legge “zero chilo”, entrata in vigore lo scorso lunedì.

Fonti della Dogana hanno reso noto che solo nel primo giorno di applicazione della nuova norma il traffico dei veicoli fra i due paesi si è ridotto di oltre il 35%, invertendo la tendenza cominciata diversi mesi fa con la svalutazione della moneta argentina, che rendeva molto appetibile per i contrabbandieri comprare merce a basso costo da rivendere poi a prezzo maggiorato dall’altra parte del Rio de La Plata.

Mercato nero, ma libero, hanno preteso questi pochi ma convinti trafficanti, scornatisi contro lo statalismo di frontiera sudamericano che, solo pochi giorni fa, è stato ragione di uno scandaletto di portata poco più che nazionale. Il presidente uruguaiano Josè “Pepe” Mujica, infatti, si è lasciato andare in un fuori onda ad uno sfogo contro la sua pari argentina, Cristina Kirchner, chiamandola «vecchia» e definendola «peggiore che l’orbo», dove l’orbo sarebbe lo scomparso marito Nestor, predecessore di lei alla Casa Rosada e «più politico», rispetto a Cristina, secondo Pepe, che invece trova la donna «cocciuta».

Dietro a questo sfogo di un presidente ammirato in tutto il mondo per il suo profilo umile ed adorato in patria per il suo senso comune, ci sono proprio quelle barriere commerciali che hanno finito con l’indispettire ora, anche la malavita organizzata.

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