mercoledì 26 apr 2017

Guerriglia urbana per il Chapo: il boss messicano fugge ancora

Un episodio confuso di cui sono state protagoniste le forze speciali messicane e un gruppo di sicari armati, avrebbe portato al ferimento di Joaquin Guzman. El Chapo però sarebbe riuscito a fuggire ancora, alimentando la propria fama di padrino inafferrabile

In guardia: El Chapo sarebbe fuggito per un soffio (foto Saul Lopez /cuartoscuro.com)

In guardia: El Chapo sarebbe fuggito per un soffio (foto Saul Lopez /cuartoscuro.com)

Joaquín “El Chapo” Guzmán, il leader del Cartello di Sinaloa evaso lo scorso luglio da un carcere di massima sicurezza in Messico, è stato ferito nel corso di un tentativo di cattura messo in atto dalle forze armate messicane.

L’attacco della SEMAR (la marina messicana), confermato ieri dalle autorità federali, ha avuto luogo la settimana scorsa in un ranch nelle montagne tra gli stati di Durango e Sinaloa, dove “El Chapo” aveva trovato rifugio. Il narcotrafficante è stato localizzato dall’antidroga statunitense, che sarebbe riuscita ad intercettare il suo telefono cellulare. Nonostante il consistente dispiegamento di mezzi (si è parlato anche di elicotteri), la SEMAR non è riuscita a catturare Guzmán, che sarebbe però stato ferito al viso e ad una gamba. Il governo messicano ha voluto sottolineare il carattere «precipitoso» della fuga del “Chapo”, e che le lesioni che quest’ultimo ha riportato «non sono il risultato di un confronto diretto».

È difficile, tuttavia, credere che le forze di sicurezza del boss di Sinaloa non abbiano risposto al fuoco dei federali. La ricostruzione iniziale della vicenda – prima che fosse confermata dal governo messicano – offerta dall’emittente televisiva americana NBC, che avrebbe avuto accesso ad informazioni riservate, è leggermente diversa da quella ufficiale: secondo la NBC, infatti, la SEMAR sarebbe stata costretta a ritirarsi proprio a causa dei colpi ricevuti dai complici del “Chapo” Guzmán. Testimonianze locali, raccolte da “SinEmbargo”, confermano come l’area al confine tra Durango e Sinaloa si sia trasformata in «un vero e proprio campo di battaglia, dove in ogni momento si sentivano le detonazioni di armi pesanti e il volo di aerei ed elicotteri».

All’interno del ranch nelle montagne della Sierra Madre Occidentale i marines messicani avrebbero rinvenuto cellulari, radio e medicine. La NBC afferma che la SEMAR, dopo aver pattugliato la zona circostante il ranch, abbia perso le speranze di rintracciare il narcotrafficante fuggitivo. Secondo Fox News Latino, invece, ci sono ancora – a distanza di una settimana circa – migliaia di soldati schierati tra gli stati di Chihuahua, Durango e Sinaloa. Già nell’agosto scorso la DEA (l’agenzia antidroga statunitense) aveva buoni motivi per credere che “El Chapo” si trovasse nascosto da qualche parte nello stato di Sinaloa, dove nacque e dove possiede una grande rete di contatti. Il governatore dello stato, Mario López Valdez, aveva però liquidato la dichiarazione con una battuta.

Non è certo la prima volta che “El Chapo” sfugge ad un tentativo di cattura. Nei dodici mesi successivi immediatamente successivi alla sua prima, cinematografica evasione dal carcere di Puente Grande nel 2001 venne dato per ‘quasi catturato’ almeno tre volte.

Trackbacks for this post

  1. Ferito ma non fermato: “El Chapo” sfugge ad un tentativo di cattura | Agave e derivati

Lascia un tuo commento