Donne argentine contro la violenza del «macho»: migliaia in piazza <b>FOTO</b>

La Piazza Congresso di Buenos Aires scrive una nuova tappa nella storia del femminismo: dopo i diritti politici e civili, è tempo di tornare a battersi per il diritto alla vita delle donne, che in questo paese, come nel resto del mondo, muoiono quotidianamente per mano degli uomini

Buenos Aires – «Non una di meno»: con questo slogan le donne argentine hanno dato vita ieri sera a una mobilitazione senza precedenti nella storia del Paese e del femminismo, per protestare contro l’aumento dei delitti di genere e l’inazione delle istituzioni che dovrebbero proteggere e dare giustizia alle vittime.

«Siamo qui per fermare l’ondata di uccisioni», dice Elisa, una delle migliaia di professioniste, operaie, studentesse, impiegate o negozianti mobilitatesi contro una media annuale che nel 2015 ha già raggiunto in Argentina il record negativo di una donna morta ogni trenta ore.

Buenos Aires, 03/06/15 - Thousands of Argentine women protesting in the Congress Square of Buenos Aires, for the increase in gender crimes and femicides

Buenos Aires, 03/06/15 – Thousands of Argentine women protesting in the Congress Square of Buenos Aires, for the increase in gender crimes and femicides

Sebbene in piazza siano scesi numerosi gruppi politici (come parte della solidarietà espressa da tutto l’arco parlamentare, quasi che l’inefficacia legale contro i femminicidi fosse responsabilità altrui), la maggior parte delle dimostranti sembrava aver aderito in modo indipendente alla marcia, da sole o in famiglia. Ed è proprio in famiglia o nell’orbita della vita quotidiana che ha origine la maggior parte delle violenze che colpiscono la donna solo perché tale.

Paulina, Candela, Angeles, Melina, Monica e Lola sono solo alcuni dei nomi che l’opinione pubblica argentina ha imparato a conoscere, come casi risonanti di cronaca nera, accomunati dal paradigma della violenza di genere e, quasi sempre, dall’incapacità di proteggere le vittime o di fare giustizia nei confronti dei loro carnefici. Propri dai più recenti tra questi delitti è nato sui social network lo slogan della protesta e in pochi giorni #niunamenos è diventata una bandiera che hann raccolto e sventolato anche fuori da Buenos Aires, nelle principali citta argentine e nelle capitali di Cile e Uruguay.

Buenos Aires, 03/06/15 - Thousands of Argentine women protesting in the Congress Square of Buenos Aires, for the increase in gender crimes and femicides

Buenos Aires, 03/06/15 – Thousands of Argentine women protesting in the Congress Square of Buenos Aires, for the increase in gender crimes and femicides

Sebbene in aumento, la morte violenta delle donne argentine è fortunamente ancora lontana dal record mondiale, che pure si trova all’interno dello stesso continente latinoamericano: è El Salvador, infatti, dove ogni anno si uccidono 12 donne su 100 mila. La violenza di genere, poi, è un problema di portata mondiale, da cui l’Italia non è esente. Nel nostro Paese è stata uccisa una donna ogni 48 ore nel 2013. Per questo, la ribellione delle donne argentina contro lo stereotipo del «macho», una parola spagnola che definisce un atteggiamento internazionale, nutre la speranza di accendere una reazione che attraversi le frontiere, tocchi le diverse culture, ma non le loro donne.

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