Cuba: la figlia del vicepresidente scappa in USA per amore

Shakespeare riemerge ai Cairaibi e riscrive il Romeo e Giulietta del Dopoguerra Fredda: Con il trasporto dell’uragano Isaac, Glenda Murillo se n`è fregata dei destini del mondo, del suo cognome e dei nemici degli amici di suo padre ed ‘è andata illegalmente in Florida ad abbracciare il suo amato. Ma ha lasciato un marito a casa?

Proibito: passa il tempo, ma l'amore batte ancora la politica (foto: Romeo+Juliet)

Proibito: passa il tempo, ma l'amore batte ancora la politica (foto: Romeo+Juliet)

Non è stata la politica a tingere di vergogna il governo cubano, ma l’unica cosa più forte di essa: l’amore. È solo un sospetto, ma un sospetto molto confermato quello per cui Glenda Murillo, figlia di uno dei vicepresidente cubani, Marino Murillo, sarebbe fuggita a Tampa, Florida, solamente per vedere il proprio fidanzato. Il problema è che, oltre all’onore, forse ha lasciato a casa anche un marito, a marcire solo con il 2 di picche e la tessera annonaria di un regime ormai sbugiardato anche dai suoi stessi eredi.

L’identità del floridano, per i cui baci val la pena di far tremare un’intero sistema diplomatico, però, resta per il momento segreta, visto che la  sua irriverente e impavida amata vuole proteggerlo dalla fama, la macchina in cui è nata e che ora le si ritorce contro. Questo dettaglio del grande mistero accresce le congetture sull’origine cubano-americana del visitato, cioè del fatto che il ragazzo sia emigrato illegalmente in USA, guadagnandosi l’appellativo di disertore, che ora affibbiano anche al suo amore.

L’intrigo, poi, non si limita a questi espedienti da romanzetto rosa, ma accredita vere e proprie soluzioni di trama da thriller di spionaggio, misto a  telenovela latinoamericana: a Cuba, infatti, sarebbe rimasto un immancabile terzo uomo, pronto a rivendicare i suoi diritti sentimentali e legali sulla ragazza. Costui si è presentato come il marito di Glenda, rispondendo sul suo telefono cellulare cubano, ad una chiamata realizzata dal Nuevo Herald di Miami, il più noto quotidiano anti-castrista degli Usa, andato in brodo di giuggiole non appena si è trovato la figlia di un alto rango del regime a pochi chilometri dalla propria redazione, in Florida, e per questo scatenato nel cercare dettagli piccanti. Secondo le indagini svolte dal giornale, che ha parlato con la zia della ragazza in un momento in cui questa garantiva di avere accanto la congiunta, ma non chiariva se ora si trovasse in Usa o a Cuba, la giovane sarebbe entrata negli Stati Uniti grazie a un cosidetto visto parole, cioè un permesso d’ingresso garantito per conseguenza della sola presenza sul suolo americano. Un diritto che deriva da una normativa varata da Washington in esclusiva per i cittadini cubani, volta chiaramente a favorirne la fuga dall’isola ed il conseguente discredito che la massificazione di questa comporta per il governo Castro.

Oltre alla versione della scappatella d’amore, la zia ha anche smentito il fatto che la mora Glenda, di appena 24 anni, avesse lasciato un qualche vincolo coniugale a Cuba, motivo per cui tra l’altro, ora non avrebbe alcun problema a ritornavi, naturalmente dopo l’ultimo cinema e patatine in coppia, nella terra del consumismo maturo. Fin qui tutto bene, ma allora chi sarebbe colui che risponde al suo telefono di L’Avana e si fa passare per il marito?

Ed ecco il momento in cui le veritá si tingono più che mai degli interessi personali di ciascuno. La zia dice che Glenda avrebbe venduto il suo telefono cellulare poco prima di partire, a un non meglio precisato signore, che ora risponderebbe allo stesso presentandosi come chi in realtá non è. Tuttavia, in questo è difficile crederle. Il Nuevo Herald, d’altronde, dice che si tratta di un agente messo di piantone in casa della ragazza, dove sarebbe rimasto il suo cellulare (che non funziona in Usa) prima della sua partenza. Peró, la voglia di questa testata di infangare tutto ciò che è comunismo cubano, rende anche in questo caso difficile la mozione di fiducia. Pangea News, che è pura fino al midollo, e come Glenda prende sul serio solo l’amore, dice che quell’uomo era in realtá Cupido, rapido nell’inventare una scusa con i cronisti dell’Heraldo, per regalare qualche giorno di baci in piú ai Romeo e Giulietta del Dopoguerra Fredda.

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