Cospirazioni: il rapimento di Eichmann fu una montatura atomica

La storica tedesca Gaby Weber è sicura: lo stratega della soluzione finale fu arrestato in Argentina per decsione di Washington, che voleva calmare le polemiche per gli esperimenti nucleari in Patagonia, i quali avrebbero causato il terremoto più grave della storia, quello di Valdivia, in Cile. «Il Mossad non avrebbe mai potuto fare tutto da solo», giura

Società dello spettacolo: un nazi per nascondere un'atomica (foto: la rete)

Società dello spettacolo: un nazi per nascondere un’atomica (foto: la rete)

La famosa serie di History Channel intitolata Cacciatori di Nazi, racconta che 14 giugno 1950, Otto Adolf Eichman, lo stratega della Soluzione Finale, lasciò l’Europa sotto falso nome. Si imbarcò da Genova con un passaporto falso che gli aveva fornito il Vaticano e si diresse in Argentina, dove arrivò in agosto del 1950. Aveva 44 anni e quasi subito trovò lavoro in una ditta edile tedesca di Buenos Aires. Capri, la suddetta, gli diede l’occasione di trasferirsi a Tucuman, nel nord del paese, dove restò fino a che non terminarono le commesse statali che le erano state assegnate. Nel 1953 Eichmann tornò nella capitale. Lo avevano raggiunto la moglie e i tre figli e bisognava trovare lavoro. Il suo secondo impiego a queste latitudini se lo creò da solo, aprendo una lavanderia, che però fallì dopo solo pochi mesi. Poi, fu assunto in un’acciaieria ma, anche qui, fu licenziato quasi subito.

La sua quarta attività fu un allevamento di conigli, dove Adolf dimostrò definitivamente che con gli umani gli veniva meglio che con gli animali, poiché, tanto era stato metodico ed efficiente nell’organizzare la deportazione e lo sterminio degli ebrei, con alle spalle il potere del Reich, tanto risultò incapace nel portare avanti per conto proprio il più modesto degli imprendimenti: anche l’allevamento andò in bancarotta. Nel frattempo, il neonato Stato d’Israele cercava gli ex gerachi in tutto il mondo, ma sul caso di uno dei più noti, brancolava nel buio. Questo, finché non ricevette una telefonata. Una famiglia di ebrei tedeschi di Buenos Aires, informava che un amico della figlia, di cognome Eichmann e abituè di casa loro, si bullava del passato nel Reich del padre ed insisteva sulla necessità di sterminare tutti gli ebrei, naturalmente ignorando le origini dei suoi anfitrioni.

Quella segnalazione fu l’inizio della pista che portò il Mossad sulle tracce del burocrate delle SS, arrivando ad arrestarlo nel 1960, quando da tempo lavorava come impiegato alla Mercedes Argentina, vivendo un’esistenza poco più che dignitosa. Questa è la versione ufficiale. La ricercatrice tedesca Gaby Weber, da tempo residente in Argentina, tuttavia, ha sviluppato una teoria alternativa. Secondo i suoi studi, infatti, i servizi segreti delle principali potenze occidentali, ivi eccezionalmente compresa anche l’Argentina, sapevano da tempo dove si trovava Eichmann e lo lasciavano libero di essere, per quel presunto patto che, secondo alcuni revisionisti, si venne a stipulare dopo la guerra tra i governanti della Germania sconfitta, Israele e gli Stati Uniti, in senso anti-sovietico.

Così stando le cose, Eichmann avrebbe potuto vivere e morire ancora a lungo in Argentina. Secondo la Weber, però, nel 1960 gli Stati Uniti si accordarono con la Casa Rosada, allora presieduta da Arturo Frondizzi, per usare la Patagonia come campo di prova per una bomba atomica di nuova generazione. Frondizzi accolse la richiesta e ricevette Eisenhwoer all’inizio del ’60. Dietro alla visita di cortesia, si sarebbe nascosto l’inizio di un programma nucleare, che però ebbe al suo primo esperimento un risvolto inatteso: Il 21 maggio di quell’anno, la città cilena di Valdivia, fu colpita alle 6 del mattino dal più grande terremoto della storia.

Si registrarono 9,5 gradi della scala Richter, in 13 minuti morirono 3.000 persone e l’asse di rotazione terrestre si mosse di 30 centimetri. Secondo la Weber, fin dal primo momento, si attribuì a quegli esperimenti atomici la responsabilità (discutibile) di aver causato il più grande sisma che ha mai colpito la specie umana. Per liberarsi dalle polemiche, allora, l’Occidente avrebbe cercato un colpo ad effetto: la cattura di Eichman, ovvero uno dei maggiori specchietti per le allodole della storia. Alla tesi della ricercatrice tedesca, che pur risulta interessante, mancano però alcuni elementi: com’è possibile mette in relazione un esperimento atomico con il più grande terremoto della storia? Dove sono le tracce geologiche e radio di un esperimento di tal portata? Perché l’arresto di Eichmann avrebbe dovuto fermare le polemiche su un fatto così diverso come la presunta natura umana del terremoto di Valdivia?

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