Colpo al cuore: il test del Dna smentisce che l’abuela «Chicha» abbia trovato sua nipote

Un esame realizzato oggi a Buenos Aires presso la banca dati genetica di Abuelas de Plaza de Mayo contraddice il test effettuato a Cordoba, secondo cui esisteva una compatibilità del 99,9% tra «Chicha» Mariani e la ragazza che, per circa 24 ore, si è creduto fosse la sua nipotina rapita dalla dittatura, Clara Anahì

Un colpo al cuore: «Chicha» Mariani ha creduto di aver ritrovato la nipotina, ma non era così (foto: Pangea News)

Un colpo al cuore: «Chicha» Mariani ha creduto di aver ritrovato la nipotina, ma non era così (foto: Pangea News)

Buenos Aires – La favola di Natale iniziata in Argentina e passata per i cuori di tutto il mondo non sembra puntare verso il lieto fine. La giovane che nel pomeriggio di ieri è stata presentata come la nipote scomparsa di «Chicha» Mariani, non sarebbe in realtà Clara Anahì. Lo ha reso noto con un comunicato stampa Juan Martin Ramos Padilla, avvocato personale della donna che fu tra le fondatrici dell’associazione Abuelas de Plaza de Mayo e la stessa persona che, insieme alla Fundacion Anahì, ieri aveva dato ad intendere che invece si trattasse proprio della bambina che sua nonna ha cercato per quarant’anni.

Secondo quanto riferisce il legale, un test del Dna realizzato oggi presso la Banca Dati Genetica di Abuelas con sede a Buenos Aires e istituzione deputata ad emettere certificazioni ufficiali in casi del genere, avrebbe escluso categoricamente la possibilità di un legame di sangue tra Maria Isabel Chorobik de Mariani e la giovane, contraddicendo un esame precedente realizzato privatamente presso un laboratorio forense della città di Cordoba e conclusosi con una compatibilità del 99,9%.

Ramos Padilla, che ha annunciato una conferenza stampa per le 13,00 argentine del 26 dicembre in cui intende chiarire questa vicenda ormai divenuta torbida, sembra dare credito alla più recente delle due prove e sostiene anche che la persona che si è presentata come Clara Anahì, aveva già fatto un test analogo qualche mese fa, dal quale il risultato era stato sempre negativo.

Con la credibilità di tutte le parti in causa messa irrimediabilmente in gioco, molte restano le domande ancora aperte, a incominciare dalla più importante: a questo punto, si può escludere categoricamente che la donna in questione non sia Clara Anahì? Se così è, perché la fondazione che porta questo nome non ha atteso una prova scientifica, prima di diffondere la notizia? E ancora, la giovane che ha passato la vigilia di Natale con «Chicha» Mariani, ha agito in buona fede? Ma soprattutto, come sta affrontando la situazione questa donna di 93 anni, fisicamente provata da una vita di battaglie e oggi praticamente cieca?

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