Cile: storia dell’anarchico Fernandez e di sua suocera la presidente Bachelet

È difficile stabilire con precisione quanti cileni giovani e non tanto giovani abbiano girato le loro esistenze alla causa dell’anarchia. È facile invece dire che, dopo una catena di bombe di cui si perde il conto e un anarchico che pranza con la presidente tutte le domeniche, il movimento ha raggiunto dimensioni mastodontiche

Sodalizio politico: amore tra anarchici e riformisti in questa pazza pazza società cilena (foto: Facebook)

Sodalizio politico: amore tra anarchici e riformisti in questa pazza pazza società cilena (foto: Facebook)

L’esplosione di una bomba in una zona commerciale della metropolitana di Santiago, ha ricordato una decina di giorni fa ai cileni il peso che è arrivato ad avere il movimento anarchico nel loro paese. Nato più di cent’anni fa, progredito con scioperi e sorti alterne attraverso il Novecento, battezzato al fuoco durante la dittatura di Augusto Pinochet e rifiorito negli ultimi anni, in seno alle proteste studentesche per la riforma dell’educazione; la politica, la società civile e la cittadinanza locale hanno scoperto da poco quanto sia difficile comprendere un universo per lo più giovanile, in cui si va da chi non accetta alcun “però” nell’obbiettivo di distruggere la società moderna e chi invece rifiuta la violenza, ma difficilmente la condanna e, in ogni caso, non la denuncia mai.

Se al primo gruppo appartengono probabilmente i volti straniti dei tre giovani arrestati giovedì scorso, con l’accusa di essere gli autori dell’attentato dinamitardo che ha ferito gravemente una decina di persone, e pure ci appartengono i black bloc che incendiano banche e benzinai alle manifestazioni di protesta, al secondo appartiene senza dubbio la grande maggioranza degli anarchici cileni, una marea che stende le sue ramificazioni in tutti gli angoli delle attività umane e arriva, scoperta recente, sensazionale e probabilmente anche innocua, fino alla residenza presidenziale.

«Continui a credere in questi candidati? Dopo un governo macchiato di sangue mapuche, e vittime come Matias Catrileo e Jaime Mendoza Collio? Ci credi anche dopo aver visto come la gioventù comunista, il PC e questo riformismo schifoso si sono messi insieme alla Bachelet?», ha scritto qualche tempo fa Nicolas Fernandez sul suo account di Facebook, esprimendo una posizione in linea con la Federazione Studentesca Libertaria (Fel) a cui appartiene. Il gruppo che ha vinto le elezioni universitarie, sotto la guida dell’anarchica Melissa Sepulveda, dopo che la prima generazione di leader comunisti, come Camila Vallejo, sono stati eletti in parlamento.

A destare sorpresa, quindi, non è il tono delle dichiarazioni di questo ragazzo che si adopera per l’acrazia, l’anomia e chissà forse addirittura il caos, ma il fatto che dopo una settimana di militanza, Nicolas passi le domeniche a pranzo dalla donna che tanto contesta: la presidente Michelle Bachelet. A differenza di tutti i suoi compagni anarchici della facoltà di psicologia, che sarebbero probabilmente abbattuti dalla guardia presidenziale, se solo provassero a suonare il campanello di casa Bachelet, lui ha un lasciapassare speciale, quello che gli ha timbrato col primo bacio la figlia del capo dello Stato, Sofia Henriquez. 

Nata nel 1992 dal secondo matrimonio della presidente, Sofia ha preso i colori chiari e certi connotati dalla madre. Dal 2012 è la fidanzatina (o polola, come si dice in Cile) di Nicolas, con tanto di relazione ufficializzata sui social network. Una posizione troppo poco ribelle, secondo i radicali dell’uomo nuovo? Forse, ma chi critica, si prepari a sentire tutto fino alla fine, perché di certo c’è di peggio: per evitare inutili sfuriate retoriche, infatti, Nicolas ha accettato di non parlare mai di politica durante i pranzi dalla suocera. Solo clima, calcio e al massimo questioni estere, ma non di più. È da considerarsi questo un orrendo mercimonio delle idee in cambio del salario della carne? Forse, o magari è solo la tregua sensata, di uno delle migliaia di ragazzi libertari che ha sorpreso il paese nel bel mezzo di un nuovo conflitto, che adesso nessuno sa bene come risolvere e che sta mettendo parecchio in imbarazzo il governo appena eletto.

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