Camila Vallejo contro gli apprezzamenti sessuali: «in Cile vanno puniti per legge»

La deputata divenuta celebre per aver guidato il movimento studentesco nelle proteste del 2011, firma un progetto di legge per penalizzare le ingiurie a sfondo sessuale e i contatti fisici non consenzienti.

In prima linea contro le molestie: Camila Vallejo vuole punire gli apprezzamenti per legge (foto: Pangea News)

In prima linea contro le molestie: Camila Vallejo vuole punire gli apprezzamenti per legge (foto: Pangea News)

Buenos Aires – Qualche mese fa girarono a Santiago del Cile una pubblicità progresso, in cui chiedevano ai giovani di spiegare cosa significassero per loro gli apprezzamenti sessuali fatti in strada. I maschi risposero quasi tutti che si trattava di uno scherzo innocente e si dicevano anche convinti che in fondo le ragazze se ne sentissero lusingate. Domande analoghe poste al sesso opposto, invece, davano risultati diversi: Le donne vivevano la pratica che qui viene detta del «piropo» con grande angustia, rabbia e impotenza. Per questo, la deputata cilena Camila Vallejo ha deciso di sottoscrivere un progetto di legge che, se sarà approvato, porterà gli apprezzamenti al rango di abuso sessuale e potranno essere sanzionati.

Sebbene questo tipo di esternazioni non facciano inizialmente distinzione di genere e nemmeno la legge in questione stabilisca a priori differenze tra uomini e donne, è vero che l’Osservatorio Cileno contro le Molestie Sessuali (Ocac) ha rilevato che di solito sono le femmine a restarne vittima e quasi mai da parte di altre femmine. «9 donne cilene su 10 hanno subito molestie sessuali verbali in strada – spiegano dalla Ong che ha scritto la legge ora presentata dall’onorevole Vallejo – e 3 su 4 hanno vissuto un’esperienza che ritengono traumatica».

Normalmente, le ragazze cilene iniziano ad essere esposte agli apprezzamenti a partire dai 12 anni, nel 99% dei casi da parte di sconosciuti. Per questo, la legge considererà come aggravante il fatto che il bersaglio di una molestia sia minorenne, che a pronunciarla sia un gruppo di persone invece che un singolo, oppure, che il destinatario sia considerato dal giudice un soggetto che ha difficoltà a difendersi. D’altra parte, non sarà previsto il carcere per chi si limiterà alle parole, mentre invece andrà incontro a problemi più gravi chi sconfinerà nell’esibizionismo o nel contatto fisico.

Finora, tutti questi casi venivano giudicati secondo una legge del XIX secolo che era stata scritta per affrontare altre infrazioni, perciò i tribunali finivano quasi sempre per cestinare le cause. «Una sera sono uscita per portare a spasso il cane e 3 tipi mi hanno spinto in un angolo buio», racconta per esempio Nicole Miranda, 19 anni. «Avevo con me solo un vecchio cellulare e uno dei ladri ha iniziato a toccarmi i seni, mentre mi puntava una pistola alla testa». Più tardi, quando Nicole si è trovata davanti alla polizia, senza che la vicenda fosse andata oltre quanto riferito, disse di voler sporgere due denunce: una per il furto del telefono e l’altra per molestie sessuali, ma gli agenti le risposero che era possibile fare verbale solo per il primo caso.

«La stragrande maggioranza dei cileni è d’accordo con noi sulla necessità di sanzionare gli apprezzamenti», hanno detto Camila Vallejo, una ragazza diventata celebre per aver guidato il movimento studentesco nelle proteste del 2011, e gli altri firmatari della bozza. Anche i maschi intervistati nella pubblicità progresso, che magari poco prima avevano celebrato la fantasia con cui in Cile si fanno i «piropos», riconoscevano in fondo che si sarebbero arrabbiati se qualcuno li avesse fatti alle loro fidanzate, alle loro sorelle o alle loro madri.

Una versione di questo articolo è stata pubblicata su LaStampa.it

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