Buenos Aires, Expo Funebre: stranezze dalla fiera della sepoltura

Diamanti fatti coi capelli del caro estinto, tombe, urne, urnari, abiti da bara, cisti in legno fatti a mano e un social network post-mortem non sono che un accenno di tutto ciò che può riunire una fiera sul modo migliore per gestire dal di qua, il passaggio all’aldilà

Trapassato: Funexpo 2012, dove si coniuga la morte al tempo presente (foto: PangeaNews)

Trapassato: Funexpo 2012, dove si coniuga la morte al tempo presente (foto: PangeaNews)

Vi è mai capitato di camminare per strada e all’improviso interrompere la servile catena di pensieri che accompagna le vostre giornate, per constatare che la morte è un fatto improvviso e potrebbe anche sorprendervi nel prossimo istante? Ebbene, ci sono persone convinte che la miglior maniera per ovviare all’inconveniente della caducità imprevista delle nostre vite, sia quella di disporre della giusta somma di denaro e prepararsi ad un ultimo indimenticabile figurone.
Come? La prima questione di cui preoccuparsi è certamente la bara. Già, perchè se non c’è omicidio senza movente, nemmeno c’è degna morte senza insigne bara. O meglio, la morte ci sarebbe, ma chi la ricorderebbe? Esatto, perchè il punto di esposizioni fieristiche come la FunExpo 2012, che abbiamo appena visitato a Buenos Aires, è proprio questo: apparire anche dopo morti, per non perdere mai il glamour anche quando ormai si è perso il battito.
Una bara di legno pregiato, sulla quale oltre alla firma dell’autore si riflette anche il volto del parente affranto che si specchia mentre vi compiange, compiacendosi della genuinità della sua espressione di dolore, nonchè della pubblica dimostrazione di pietà che sta dando ai vostri parenti.
Poi, a tanta bara, tale carro: quando si è investito sulla confezione, non si può certo lesinare sul veicolo: le stesse Mercedes o nuove Citroen che vedete circolare per il centro, assieme ai loro autisti tronfi, possono essere affittate, sempre che si tratti di un’onoranze funebri che si rispetti, per portarvi al camposanto. Per la serie, si è sposato su una Prinz, ma l’han sepolto in Bmw. E, a dirla tutta, sono carri da morto che faranno toccare i passanti, ma che hanno anche design aerodinamici quasi meglio che i comuni modelli stradali.
E fin qui, signore e signori, siamo semplicemente nell’ordine del possibile, ma voi sapete che Pangea News non si muove mai per l’ordinario scibile ed eccoci pronti a sconfinare nell’etereo: siete sconvolti dalla scomparsa del congiunto? Rivolgetevi alla ditta brasiliana Brillo Infinto, per una modesta somma di denaro, ricaverà un diamante sintetico dai capelli del caro estinto, permettendo di portare una parte organica di lui, per sempre con voi in forma di anello, collanina, braccialetto od orecchino. Magari, non ditelo subito a chi vi bacia le mani o si complimenta per il gioiello. Ad alcuni potrebbe anche causare un conato.
Anticume di cattivo gusto, degno solo di una ex-colonia? Rimangiatevi la parola, non conoscete la belga-uruguaiana in società col fratello e con un messicano taciturno ma preciso, che hanno inventato un social network post-morten. Still Here è il suo nome e tra le principali piattaforme informatiche che offre, spiccano inequivocabilmente “il caveau” e “il testimone”. Nel primo, stanno le password dell’email, la combinazione della cassaforte e il numero di conto in svizzera, che tu hai previamente messo lì, di modo che quando muori venga tutto iviato automaticamente a chi da te segnalato, come per esempio tua moglie, che scoprira che avevi soprattutto in mente la tua amante, leggendoti la mail, o tuo figlio, il quale dovrà riconoscere di averti speso tutti i soldi, aprendoti la cassetta di sicurezza.
Nella seconda invece, abbiamo una questione di taglio più prettamente sentimentale: il testimone ci stanno i messaggi, le email, i video e le canzoni che qualcuno vuole regalare ai propri cari, una volta compiuto il grande salto. Tuttavia, FunExpo non è solo grottesco. Tra gli stand degli espositori, si trovano anche personaggi come Horacio Moriena: intagliatore di cristi in legno a mano. Figlio di intagliatore e padre di due intagliatori, con le mani segnate a fonde cicatrici dagli attimi di distrazione presi dal suo lungo scalpellare e l’orgoglio di un lavoro che può richiedere dai 10 giorni ad una vita intera per essere completatato.
Oppure, c’è Luz Maria Ramirez, che produce abiti per i defunti nelle bare. Nel gergo locale, mortajas, un capo che le vedete indossare nella galleria qua sotto su richiesta del fotografo senza scrupoli di questa agenzia, capi che servono a dare un’impressione di candore, già che, come si dice, quando si nasce s’è tutti belli e quando si muore s’è tutti buoni. Una piccola opera d’arte stilitistica, per chi è stanco del proprio guardaroba e vuol mettere qualcosa di snellente per l’ultima apparizione.

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