mercoledì 24 mag 2017

Buenos Aires, consigli per gli acquisti: quando il barboncino è un ratto

vendesi adorabili barboncini cuccioli, vaccinati e freschi di toeletta. Astenersi perditempo o proprietari di gatti, potrebbero riconoscere la natura non propriamente canina dei suddetti

Sorpresa: strabilia più il ratto che sembra un cane o l'uomo capace di confonderlo (fonte: ufficio stampa La Salada)

Sorpresa: strabilia più il ratto che sembra un cane o l'uomo capace di confonderlo (fonte: ufficio stampa La Salada)

La Salada è un’area di circa 20 ettari a sud di Buenos Aires, a due passi dal Riachuelo – il pestilenziale corso d’acqua su cui si specchia il quartiere della Boca – che ogni mercoledì e domenica, dal primo pomeriggio fino all’alba del giorno seguente, viene visitata da circa 50 mila persone, molte delle quali provenienti dalle remote province del Paese: un gigantesco mercato all’ingrosso dove trovare qualunque cosa, vestiti, elettrodomestici, pneumatici e giocattoli, merce quasi sicuramente contraffatta ma venduta a prezzi stracciati. Sviluppatasi a partire dai primi anni ’90, quando alcuni emigrati boliviani improvvisarono un mercato di dimensioni allora ridotte, La Salada possiede oggi un proprio sito web e si è estesa a tal punto da essere chiaramente visibile anche con Google Earth. Secondo alcune stime il suo giro d’affari, con più di 7 mila persone occupate e oltre 20 mila locali addetti alla vendita di “imitazioni”, potrebbe superare i 9 milioni di dollari la settimana.

In quest’ultimo periodo, tra le varie merci sottoprezzo reperibili, hanno fatto la loro comparsa anche svariati tipi di cuccioli di animali domestici, detti “mascotas” in Argentina. Tra i più ambiti, secondo le ultime tendenze locali, c’è il classico cagnolino “barboncino” – razza classificata da Pangea tra le più odiose insieme al Chihuahua: piccolo, affettuoso, vivace, intelligente, di compagnia, adatto ad ambienti ristretti come un appartamento, elegante e dalle parvenze quasi aristocratiche. Doodle in inglese, caniche in francese, caniche toy da queste parti: 1500 pesos (circa 300 euro) è il prezzo abituale con il quale un cucciolo di barboncino è messo sul mercato a Buenos Aires e dintorni.

È a questo punto che il proverbio diffuso in Argentina “meter gato por lievre”, ovvero “far passare un gatto per una lepre” – paragonabile per significato al nostro “prendere lucciole per lanterne” – si avvera in maniera inquietante. Diversi malcapitati hanno infatti raccontato di aver acquistato lungo i vicoli de La Salada cuccioli del tanto ricercato barboncino a prezzi contenuti – in media 300 pesos cada uno – per poi aver cominciato a notare, col passare del tempo, comportamenti anomali per tale razza canina: appetito fuori dal comune, nessuna propensione all’abbaiare e tantomeno al gioco, strani e repentini movimenti che culminavano in ascensioni verticali per tende, mobili o addirittura pareti. Sebbene sia inoltre noto da tempo come tra cane e gatto non sia mai corso buon sangue, non è mancato chi ha ripetutamente sottolineato un’eccessiva aggressività e ostilità verso altri animali presenti nell’ambiente domestico, soprattutto nel caso che si fosse trattato di felini.

Ebbene, dopo una lunga trafila di visite veterinarie ed infiniti accertamenti  clinici, tra i malcapitati proprietari è cominciata a circolare la voce che in più di un’occasione i cuccioli di barboncino venduti a La Salada non sarebbero stati di origine canina, bensì appartenenti a una non meglio definita razza di “Rata Brasilera”: non un insulto di stampo calcistico del tipo che Maradona potrebbe tutt’ora rivolgere a Pelé, ma un incrocio, comunque tutto sudamericano, tra un furetto e un tipo di ratto scoperto tempo fa nella regione del Chaco durante alcune inondazioni, a cui qualche creativo con nozioni di medicina e di chimica ha pensato di somministrare anabolizzanti, ormoni e steroidi per camuffarne l’aspetto, nonché il tenero musetto. Nonostante si tenti di minimizzare il fatto, non è ancora chiaro quanti di questi mutanti siano stati venduti e cosa può succedere loro nelle notti di luna piena.

7 Commenti

  1. Sostiene Galassi scrive:

    ben scritto assai inquietante. continua?

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  2. rosaritOoo scrive:

    Increible pero real… mejor comprarse un gato, por las dudas!

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  3. Fran scrive:

    fantastico questo articolo, sto ancora ridendo!

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  4. Ilaria scrive:

    Quizzone del giorno: chi merita il primo premio della gara “spero che la selezione naturale ti faccia il culo”: l’uomo che ha comprato un furetto pensando fosse un barboncino, o il giornalista che non conosce la differenza tra ratti e furetti, dando quindi l’ennesima notizia non veritiera??

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  5. Giulia scrive:

    Ilaria,
    a parte la sua inutile volgarità e aggressività, le faccio notare che l’articolo afferma: “un incrocio tra un furetto e un tipo di ratto scoperto tempo fa nella regione del Chaco durante alcune inondazioni”. Nessuno confonde furetti per ratti, a parte lei!
    P.S. Notizia curiosa e divertente! (un po’ meno per i poveri furetti)

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  6. Angelo scrive:

    Incrocio ratto x furetto ??? Si a Topolinia o a Pufflandia puo’ essere che questi incroci siano possibili!
    Il Ratto è un roditore ,quindi una preda…il Furetto è un carnivoro nonche predatore, fra gli altri anche di ratti!!
    La notizia piu’ che divertente è penosa oltre che fantasiosa

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  7. laura buccino scrive:

    Ratti-Furetti, mutanti e luna piena…c’è un errore però . la propensione dei Furetti al gioco è incoercibile

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