Bolivia, Onu: calano le piantagioni di coca, ma cresce la cocaina

Le Nazioni Unite presentano un fallimento come se fosse un successo e poi aprono lo champagne: si coltiva meno coca legale ma si spaccia più cocaina e più pasta base. Con risultati del genere, poi riconosciuti come tali, c’è, come sempre, da stare allegri

Innocente: la foglia di coca come pietra dello scandalo per un falso problema (foto: la rete)

Innocente: la foglia di coca come pietra dello scandalo per un falso problema (foto: la rete)

Da oggi, la Bolivia è meno tale: il merito è tutto delle Nazioni Unite che, tra i loro molti e noti successi in fatto di pace internazionale, vantano ora anche quello di aver ridotto la produzione di una pianta di per sè innocua, parte del patrimonio millenario di un popolo, ma sfortunata perchè se raffinata diventa una droga temutissima. E, olre a questo, celebrano anche di essere riuscite a far crescere la produzione di pasta base, cioè la sua espressione più tremenda, dannosa e tossicodipendente.

Se nell’anno 2010 la segreteria Onu contro il traffico di Droga ed il Crimine (Unodc), registrava 20 mila 500 ettari di territorio boliviano legalmente coltivati a piante di coca, oggi si parla di appena 18 mila 200. Tuttavia, nello stesso lasso di tempo, i sequestri di pasta base di coca e di cloridrato, rispettivamente lo scarto della lavorazione del secondo, offerto ai meno abbienti per finanziare anche la rete che porta il cloridrato fino alle narici di chi può permetterselo nel formato classico di polvere bianca, sono aumentate in modo sensibile: +10% nel primo caso e addirittura +65% nel secondo.

In altri termini, quello che l’Onu ha presentato come un successo non lo è affatto: è diminuita la piantagione di coca, che in gran parte i contadini boliviani usano come pianta da ruminazione per ossigenarsi il sangue durante il lavoro in altura, mentre sono aumentati in modo considerevole gli indicatori legati allo spaccio, ciò il sequestro di crack e coca. Complimenti alle Nazioni Unite, magari venissero ad incentivare il lavoro a casa nostra, finirebbe di certo per annunciare la piena occupazione, mentre noi entriamo in una vacanza perenne.

1 commento

  1. Christian Dalenz scrive:

    così come è presentato, quest’articolo è falso e tendenzioso. L’aumento dei SEQUESTRI di coca non è di per sè una spiegazione dell’aumento della PRODUZIONE di coca; potrebbe infatti essere migliorata l’efficienza della polizia boliviana appunta nel SEQUESTRO, e non la capacità dei narcotrafficanti di PRODURLA (cosa che mi pare stia succedendo, ma che in ogni caso le cifre presentate non dimostrano in alcun modo e quindi tale situazione non può per la via da voi proposta essere confermata)

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